Il viceministro leghista Garavaglia è stato assolto

Il viceministro leghista dell'Economia, Massimo Garavaglia, è stato assolto nel processo in cui era imputato di turbativa d'asta. Si tratta dell'indagine milanese che ha portato nel 2015 all'arresto dell'ex vicepresidente della giunta lombarda e assessore alla Sanità, Mario Mantovani, principale imputato e riconosciuto inoltre colpevole di corruzione e induzione indebita.La quarta sezione penale del Tribunale di Milano - presieduta dalla giudice Giulia Turri, ha ritenuto che il viceministro Garavaglia, all'epoca dei fatti assessore all'Economia della Regione Lombardia, non abbia dato "specifiche disposizioni" e "l'input iniziale" per "vanificare gli esiti del bando" di una gara indetta "in forma aggregata" da tre Asl per il servizio trasporto dializzati, come ipotizzato dall'accusa. Al momento della lettura del dispositivo Garavaglia non era presente in aula. Gli imputati del processo erano in tutto 12. Per il legale "è stato un processo inutile""La verità rende liberi. Sono contento che alla fine tutto sia andato per il meglio. Non è stato un periodo semplice però va bene anche così", commenta Garavaglia in una nota."È stato un processo inutile poteva anche non essere fatto", ha detto l'avvocato Jacopo Pensa, legale del viceministro. "Non meritava di fare questa esperienza", ha aggiunto il difensore, e ha riconosciuto che in questa occasione "gli avversari politici non hanno mai forzato la mano"."La telefonata di segnalazione di un problema non è sufficiente a concorrere in un reato" ha poi sottolineato Pensa, parlando con i giornalisti al termine della lettura del dispositivo. "Secondo noi non c'era neppure il reato in sè, ma i giudici hanno ritenuto che qualcuno lo avesse commesso. Garavaglia è stato assolto per non aver commesso il fatto sono felicissimo per lui", ha sottolineato Pensa, considerando che da parte dei giudici c'è stata la comprensione del fatto che l'allora assessore oggi viceministro "è una persona perbene che non ha commesso nessun reato".Ieri "Garavaglia era sereno, era ottimista, nonostante io non lo sia mai in questi ambienti", ha concluso l'avvocato, ammettendo comunque che la "vicenda per lui è stata molto dura da affrontare".

Il viceministro leghista dell'Economia, Massimo Garavaglia, è stato assolto nel processo in cui era imputato di turbativa d'asta. Si tratta dell'indagine milanese che ha portato nel 2015 all'arresto dell'ex vicepresidente della giunta lombarda e assessore alla Sanità, Mario Mantovani, principale imputato e riconosciuto inoltre colpevole di corruzione e induzione indebita.

La quarta sezione penale del Tribunale di Milano - presieduta dalla giudice Giulia Turri, ha ritenuto che il viceministro Garavaglia, all'epoca dei fatti assessore all'Economia della Regione Lombardia, non abbia dato "specifiche disposizioni" e "l'input iniziale" per "vanificare gli esiti del bando" di una gara indetta "in forma aggregata" da tre Asl per il servizio trasporto dializzati, come ipotizzato dall'accusa. Al momento della lettura del dispositivo Garavaglia non era presente in aula. Gli imputati del processo erano in tutto 12. 

Per il legale "è stato un processo inutile"

"La verità rende liberi. Sono contento che alla fine tutto sia andato per il meglio. Non è stato un periodo semplice però va bene anche così", commenta Garavaglia in una nota.

"È stato un processo inutile poteva anche non essere fatto", ha detto l'avvocato Jacopo Pensa, legale del viceministro. "Non meritava di fare questa esperienza", ha aggiunto il difensore, e ha riconosciuto che in questa occasione "gli avversari politici non hanno mai forzato la mano".

"La telefonata di segnalazione di un problema non è sufficiente a concorrere in un reato" ha poi sottolineato Pensa, parlando con i giornalisti al termine della lettura del dispositivo. "Secondo noi non c'era neppure il reato in sè, ma i giudici hanno ritenuto che qualcuno lo avesse commesso. Garavaglia è stato assolto per non aver commesso il fatto sono felicissimo per lui", ha sottolineato Pensa, considerando che da parte dei giudici c'è stata la comprensione del fatto che l'allora assessore oggi viceministro "è una persona perbene che non ha commesso nessun reato".

Ieri "Garavaglia era sereno, era ottimista, nonostante io non lo sia mai in questi ambienti", ha concluso l'avvocato, ammettendo comunque che la "vicenda per lui è stata molto dura da affrontare".