Il vino batte caldo e siccità: qualità alta e quantità nella media

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Milano, 14 set. (askanews) - La siccità e il caldo record registrati quest'anno non hanno compromesso il grande vigneto italiano che, all'avvio della campagna vendemmiale, promette uve di qualità dal "buono" all'"ottimo", caratterizzate da gradazioni potenziali medio alte, con una quantità che dovrebbe attestarsi intorno ai 50,27 milioni di ettolitri di vino, la stessa quantità dello scorso anno (50,23 mln) e a +3% rispetto alla media del quinquennio 2017-2021, anche se rimane cruciale l'andamento meteorologico delle prossime settimane. E' quanto emerge dalle previsioni vendemmiali dell'Osservatorio Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini, presentate oggi al Mipaaf a Roma alla presenza, tra gli altri, del ministro e del sottosegretario alle Politiche agricole, Stefano Patuanelli e Gian Marco Centinaio.

Se da un punto di vista fitosanitario, la situazione del vigneto italiano appare generalmente ottima, con rarissimi attacchi di patogeni, ora l'attenzione è rivolta ai tenori polifenolici delle uve a bacca rossa che determinano potenziali aspettative di eccellenza per i vini da invecchiamento. Stabile la classifica delle Regioni italiane, capeggiata dal Veneto che, con 11,5 milioni di ettolitri (-3%), produce da solo oltre un quinto del vino italiano. Seguono Puglia ed Emilia-Romagna, con rispettivamente 10,6 (+3%) e 7,4 milioni di ettolitri (+4%). Se nel Nord Ovest si assiste alla importante flessione della Lombardia (-20%), seguita da quella più moderata del Piemonte (-9%) e della Liguria (-5%), per la Valle d'Aosta si stima una crescita del 10%, così come in recupero rispetto allo scorso anno il Trentino Alto Adige (+10%). Meno variabile la situazione al Centro, dove si assiste al deciso rialzo dei volumi per Umbria (+10%) e Toscana (+12%), seguito da un più moderato aumento nelle Marche e nel Lazio (entrambe a +5%). Al Sud leggera flessione della Sicilia (-5%) e una produzione stabile per l'Abruzzo, il Molise e la Calabria. In crescita anche Campania (+4%), Sardegna (+15%) e Basilicata (10%).

Per quanto riguarda la qualità, le previsioni vendemmiali segnalano che "in linea generale si aspettano vini eccellenti in Trentino Alto Adige e Sicilia, mentre puntano l'asticella sull''ottimo' Piemonte, Val d'Aosta, Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia e Sardegna, con Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Campania, Basilicata e Calabria più caute su previsioni 'buone/ottime'. 'Buone' invece le attese per le etichette lombarde e venete".