Il virologo Pregliasco commenta le riaperture: "Non è un liberi tutti"

·2 minuto per la lettura
pregliasco
pregliasco

Mentre la campagna vaccinale prosegue, e il governo è alle prese con il nuovo decreto per le riaperture, il mondo scientifico tiene sotto controllo l’andamento del virus. Per Pregliasco l’immunità di gregge è ancora molto lontana.

Pregliasco: “Immunità di gregge ancora lontana”

Il ministro per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini, che aveva previsto di raggiungere l’immunità di gregge tra agosto e settembre, sarebbe stata troppo ottimista. Secondo il professor Fabrizio Pregliasco, virologo e docente dell’Università Statale di Milano, l’ambito traguardo è ancora lontano. “L’immunità di gregge a settembre non riusciremo a raggiungerla in senso stretto perché i vaccini non si stanno facendo a tutti: solo dai maggiorenni in su -spiega-. Per i più giovani gli studi sono ancora in corso. E abbiamo visto che i piccoli sono dei veri untori della malattia. E comunque, anche quando questi studi saranno pronti, credo presto, poi ci vorranno le dosi di vaccino, e magari ci vorrà anche la voglia di vaccinarsi” ha spiegato il virologo all’Agi.

Pregliasco: “Covid resterà fino al 2023”

“L’obiettivo -secondo Pregliasco- è un aspetto tendenziale ‘verso’ l’immunità di gregge e di risultato e di normalizzazione”. Insomma, riusciremo a vivere meglio, ma l’immunità di gregge è ancora lontana. “Il primo giro di questa campagna vaccinale servirà per abbassare in modo molto evidente l’incidenza della malattia e ci permetterà di vivere meglio”. Pregliasco parla di “primo giro” della campagna vaccinale perchè ce ne saranno altri: per lui, infatti, non ci libereremo del virus prima del 2023. “Di fatto, resterà con noi almeno per altri due anni. E dovremo fare delle dosi di richiamo come per l’influenza, con dei vaccini aggiornati con le varianti che ci saranno”.

Riaperture, Pregliasco: “Non è liberi tutti”

Il professor Pregliasco ha commentato anche il tema delle riaperture, al centro delle discussioni di governo negli ultimi giorni. “Potremo aprire davvero se non esagereremo in questa fase iniziale”. Insomma, ci vuole prudenza. “Il rischio calcolato [di cui ha parlato Mario Draghi, ndr] ha comunque un prezzo da pagare, vuol dire casi. Dobbiamo capire che non è un ‘liberi tutti’ come avvenuto l’anno scorso -commenta Pregliasco-. Ma mi rendo conto che la misura era necessaria. Alcuni colleghi sono stati più ‘severi’ nel commentare le decisioni di Draghi. Penso siano decisioni politiche, con la ‘P’ maiuscola, nel senso di una scelta di sintesi e di mediazione tra esigenze di sanità pubblica in senso stringente e di vita“.