"Il virus è sotto controllo, solo una minoranza rifiuta vaccino", dice Draghi

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AGI - "Nei Paesi ricchi, le dosi di vaccino sono ampiamente disponibili, ma una minoranza dei nostri concittadini rifiuta di vaccinarsi, o esita a farlo. Questo comportamento è spesso dovuto alla paura che i vaccini non siano sicuri o efficaci, nonostante l'evidenza scientifica dimostri il contrario". 

È il messaggio del presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento nell'Aula del Senato in occasione del G20 dei Parlamenti. 

"Nei Paesi a basso reddito la disponibilità di vaccini è ancora limitata, anche per problemi di logistica. Nel mondo sono state somministrate più di 5,7 miliardi di dosi, ma solo 2% di queste sono arrivate in Africa. I Parlamenti possono fare molto per sostenere lo sforzo globale di vaccinazione". Il premier Draghi esorta allora ad "adottare provvedimenti che rafforzino i meccanismi di trasparenza nella distribuzione dei vaccini e che impediscano lo spreco di soldi pubblici nella sanità", ma anche a "sostenere i governi nel loro impegno contro la disinformazione in materia di vaccini".

"Uno studio recente di Nature - spiega infatti il presidente del Consiglio - ha mostrato come la lettura di notizie false riduca la probabilità che un individuo si vaccini 'sicuramente' contro il Covid-19 di più di 6 punti percentuali".

"Il Parlamento Europeo - ricorda ancora - ha compiuto molti passi concreti per sfatare i miti sui vaccini e ha fornito linee guida utili per identificare le notizie false sulle piattaforme digitali. Il messaggio ai nostri concittadini deve essere molto chiaro. I vaccini sono sicuri. I vaccini salvano vite".

Ripresa globale sia durevole e non nessuno indietro

"L'Ocse prevede che l'economia globale crescerà del 5,7% quest'anno e del 4,5% nel 2022. La ripresa è tuttavia ancora fragile e disomogenea, anche a causa della diversa intensità nelle risposte di politica economica alla crisi".  Rileva Draghi nel suo intervento al Senato per il G20 dei Parlamenti.

"Le economie avanzate - riprende il presidente del Consiglio - sono state in grado di stimolare la crescita attraverso misure di politica monetaria e di bilancio molto robuste. I Paesi poveri e quelli emergenti hanno avuto meno margini per aiutare il proprio tessuto produttivo. Questa divergenza economica - avverte - rischia di cancellare anni di progressi nella lotta contro la povertà e le diseguaglianze globali".

"I Parlamenti - rilancia allora Draghi - possono fare la loro parte, promuovendo provvedimenti che rilancino gli investimenti, rimuovano ostacoli alla crescita e aiutino economicamente i Paesi più fragili. Dobbiamo impegnarci, tutti insieme, per una ripresa dell'economia globale sostenuta, durevole, e che - sottolinea - non lasci indietro nessuno".

Crisi clima peggiorerà se non agiamo

"I Parlamenti sono anche al centro della risposta globale ai cambiamenti climatici. Tra le vostre prerogative c'è quella di recepire nella legislazione nazionale gli accordi internazionali. Potete contribuire ad assicurare una distribuzione dei fondi a sostegno delle politiche sul clima giusta ed efficace. E vigilare in maniera attenta su ciò che i governi fanno, o non fanno, per affrontare la crisi climatica".  Spiega Draghi cogliendo l'occasione per osservare che "i Paesi del G20 sono responsabili per il 75% delle emissioni globali" e ribadire che "tutti insieme, dobbiamo guidare gli sforzi per ridurle e per accelerare la transizione energetica".

"Voi Parlamenti dovete spingerci a mantenere l'impegno che abbiamo preso collettivamente per limitare l'aumento delle temperature entro un grado e mezzo sopra i livelli pre-industriali. Se non agiamo - è l'allarme riproposto dal presidente del Consiglio - la crisi climatica non svanirà, anzi, peggiorerà. Le generazioni future ci giudicheranno a seconda della rapidità e dalla convinzione con cui sapremo rispondere a questa emergenza". 

Afghanistan, difendere diritti e libertà donne

"I membri del G20 hanno un obbligo morale non solo verso i propri cittadini, ma verso l'intera comunità internazionale. Dobbiamo difendere i diritti delle donne ovunque, soprattutto nelle regioni dove sono minacciate - sottolinea il Premier Draghi - Penso in particolare all'Afghanistan, dove le donne stanno perdendo i loro diritti e le loro libertà. Dopo 20 anni in cui la presenza delle donne nella vita politica e parlamentare afghana era in miglioramento, oggi assistiamo a una loro inaccettabile esclusione". 

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