Il virus del Nilo uccide ancora, e non esiste un vaccino. Come affrontare la situazione

L’infezione non si trasmette da uomo a uomo ma solo attraverso la puntura di un esemplare di zanzara già infetto (Getty)

Due anziani sono morti colpiti dalla “Febbre del Nilo”, malattia che viene trasmessa principalmente dalla puntura di zanzara. Paolo Bonazzi, 77 anni, residente a Cento, in provincia di Ferrara, soffriva di problemi cronici cardiorespiratori. Era stato ricoverato il 24 luglio per una ricaduta. Le sue condizioni si sono aggravate, i medici gli hanno diagnosticato la meningoencefalite da “West Nile” che ne ha provocato la morte.

L’altro caso nel veronese

Un altro episodio a Gazzo Veronese, dove un uomo di 86 anni, anche lui già debilitato prima del ricovero ospedaliero, è stato ucciso dal virus. L’uomo è morto nel reparto di Geriatria dell’ospedale di Legnago. “Sono addolorato per la scomparsa di questa persona”, commenta l’assessore alla Sanità del Veneto, Luca Coletto. “Corre però l’obbligo di ricordare, per non accendere timori ingiustificati, che gli esperti indicano che un evento così grave si verifica nello 0,1% dei casi”.

Niente allarmismi

Non bisogna farsi prendere dal panico. “La Direzione regionale Prevenzione”, aggiunge Coletto, “ha posto un’attenzione particolare alla sorveglianza e al controllo delle malattie trasmesse da vettori attivando tutti i soggetti interessati, in primis le Ulss”.

Cos’è la febbre del Nilo

La malattia è nota dal ’37, quando in Uganda (nel distretto “West Nile”) per la prima volta venne isolato un virus della famiglia Flaviviriade che viene trasmesso soprattutto dalle zanzare del genere “Culex”, le più diffuse. Ci sono però anche altri veicoli di infezione, seppur statisticamente marginali, come i trapianti di organi, le trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto. È importante sottolineare che la malattia non può essere trasmessa da persona a persona”.

Chi può venire colpito

Le Febbre del Nilo può contagiare cani, gatti, conigli e cavalli. Come precisato dall’Istituto nazionale di Sanità, il periodo di incubazione dal momento della puntura di una zanzara infetta può variare dai 2 ai 21 giorni. Il contagio il più delle volte non manifesta sintomi. In altri casi, invece, i sintomi possono essere febbre, mal di testa, ingrossamento dei linfonodi, nausea o irritazioni della pelle. Nei casi più gravi, il coma.

Non c’è vaccino

Non esiste alcun vaccino specifico per prevenire il contagio. Nella maggioranza dei casi i sintomi durano solo qualche settimana e scompaiono da soli. Solo nei casi più gravi è necessario il ricovero ospedaliero. L’Italia è il Paese europeo che ha registrato il maggior numero di contagi da West Nile. Tra il 2008 e il 2016 se ne sono contati 210.

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