Il volto feroce del regno della stupidità universale/4: le dimissioni forzate di Boghossian

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Hp (Photo: Hp)
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Non c’è nulla di più eloquente per dimostrare il volto feroce e tirannico del Regno della Stupidità Universale delle parole scritte da Peter Boghossian, e tradotte da Linkiesta, per motivare le sue dimissioni dalla cattedra di Filosofia dell’Università di Portland, soffocata oramai dall’intolleranza censoria: “Ho invitato relatori del genere non perché fossi d’accordo con le loro opinioni. Ma proprio perché non lo ero. Da quelle conversazioni confuse e difficili ho potuto scorgere il meglio di ciò che i nostri studenti possono imparare: mettere in discussione le convinzioni altrui rispettando chi le professa, rimanere calmi in circostanze impegnative, addirittura cambiare idea”.

E poi: “Non ho mai creduto che l’obiettivo dell’istruzione fosse portare i miei allievi a conclusioni particolari. Al contrario, ho cercato di creare le condizioni per un pensiero rigoroso e di aiutarli a ottenere gli strumenti per cercare e approfondire le proprie conclusioni. È per questo che sono diventato un insegnante e amo insegnare”.

Inoltre: ”Passo dopo passo, l’università ha reso impossibile questo tipo di indagine intellettuale. Ha trasformato un bastione della libertà di ricerca in una fabbrica di giustizieri sociali che hanno come soli input la razza, il genere, l’essere vittima. E come unici output il risentimento e la divisione. Agli studenti della Portland State non viene insegnato a pensare. Al contrario, vengono addestrati a scimmiottare le certezze morali di alcuni ideologi. I docenti e gli amministratori hanno abdicato alla missione dell’università, che è la ricerca della verità, mentre fomentano intolleranza nei confronti di idee e opinioni diverse”.

Fine. È la fine.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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