Il voto compulsivo, la via spagnola che sta bruciando una generazione di leader

Giulia Belardelli
I leader politici spagnoli

Se in Italia il voto anticipato resta di fatto un tabù, tra professioni di responsabilità e manovre di palazzo, in Europa c’è chi sta facendo del ricorso alle urne un appuntamento annuale. È il caso della Spagna, che dopo la presa d’atto, da parte di re Felipe VI, del fallimento di ogni tentativo di formare un governo si appresta a tornare al voto il 10 novembre prossimo per la quarta volta in quattro anni. Una via – quella del voto compulsivo – diametralmente opposta a quella italiana, e che sta bruciando un’intera generazione di leader.

Attualmente, infatti, i protagonisti della crisi politica spagnola sono tutti quarantenni o giù di lì, impegnati in queste ore a rimpallarsi la responsabilità delle ennesime elezioni nel tentativo di non restare col cerino in mano. Questo vale soprattutto per il premier e leader socialista, Pedro Sanchez (classe 1972), per il leader della sinistra radicale di Podemos, Pablo Iglesias (classe 1978) e per il presidente del partito liberale Ciudadanos, Albert Rivera (1979). Ma si estende, almeno anagraficamente, anche al 38enne Pablo Casado, presidente del partito popolare spagnolo, e al 43enne Santiago Abascal, leader del partito di estrema destra Vox.

Sanchez, che ha dovuto rinunciare a formare un governo dopo il fallimento delle trattative con Podemos e una volta sfumata la proposta a sorpresa di Ciudadanos, ha chiesto oggi agli elettori di dargli una maggioranza chiara per guidare il Paese nelle prossime elezioni. Il leader socialista e premier ad interim – ricostruisce El Pais - ha puntato il dito contro tutti i suoi avversari: Casado è stato accusato di “mancanza di senso dello Stato”, Albert Rivera di “irresponsabilità” e Pablo Iglesias di “dogmatismo”.

Sanchez non ha nascosto la sua frustrazione. Cinque mesi dopo avere vinto le elezioni del 28 aprile, ma con soli 123 seggi su 350, il leader del partito socialista ha accusato i conservatori del Partito popolare, i liberali di Ciudadanos e la...

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