Il western del cattivo Bannon. Si consegna al carcere e invita alla lotta

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(Photo: BRENDAN SMIALOWSKI via Getty Images)
(Photo: BRENDAN SMIALOWSKI via Getty Images)

Poiché ogni secondo di vita del malefico Steve Bannon è politico, nemmeno il suo arresto poteva andare altrimenti. Lo stratega di Trump si consegna all’Fbi per i moti di Capitol Hill - “Domani scoppierà l’Inferno”, aveva preconizzato alla vigilia - ma lo fa a suo modo, invitando a non mollare la lotta.

“Combatteremo sempre il regime di Joe Biden”, il messaggio del capo ai suoi. In giaccone cerato e una discreta sicumera, un po’ appesantito ma dalla chioma curata, il diavolo sovranista che ha invitato alla decapitazione del virologo Anthony Fauci - ed è stato bannato dai social del regno - continua a raccontarsi come un rivoluzionario senza abbandonare l’aura del guru che tanto aveva appassionato l’Internazionale sovranista nell’acme della stagione trumpiana.

Poi tranquillizza i suoi cattivi ragazzi: “Concentratevi sul messaggio, il resto è rumore”, dice alle colonne in sonno sul web (e non), e la memoria va a The Signal and the Noise, l’opera cult di un altro guru delle predizioni politiche, Nate Silver, uno dei pochi peraltro che nel 2016, a ridosso del voto, non aveva sottovalutato la rimonta dello scatenato Donald Trump su una spompatissima Hillary Clinton.

Lo stesso Nate Silver animatore del celebre sito FiveThirtyEight, che proprio in queste ore pubblica un bel grafico sulla impopolarità del presidente Biden che tocca il minimo dall’elezione, con il 42,8% di consenso delle sue politiche. Chissà che proprio su questi dati non si fondi la sicurezza di Bannon, l’invito a restare compatti, e ad aspettare il momento migliore per agire.

Di certo, la scena da film western - con la vittima del sistema che entra serenamente sulle proprie gambe nel carcere - ha avuto un suo innegabile impatto. Per non aver testimoniato e per non aver consegnato i documenti richiesti, ora Bannon rischia fino a un anno dietro le sbarre, una condizione da cui, purtroppo - la Storia insegna -, i cattivi, magari un po’ appannati come Steve, finiscono spesso per guadagnarci, in fama, desiderio di rivalsa e numero di seguaci.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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