Il World Economic Forum promuove la valuta digitale Cambogiana, economica e inclusiva

·2 minuto per la lettura

Un primo bilancio dell’adozione della valuta digitale in Cambogia, il Bakong, riceve il benestare del World Economic Forum, che in un recente articolo tira le somme di questi ultimi undici mesi. La valuta è stata sviluppata dalla Banca Nazionale della Cambogia, affiancata come partner tecnico dall’azienda giapponese specializzata in tecnologia blockchain Soramitsu. Lo scopo dichiarato era quello di ricompattare un sistema monetario e di pagamenti frammentario, ridando forza alla valuta locale, il riel, e affrancarsi dall’onnipresenza del dollaro statunitense.

La Cambogia infatti ha un sistema a doppia moneta, con il dollaro che si affianca come valuta corrente al riel, in un processo partito negli anni Ottanta e Novanta durante la ripresa economica foraggiata da aiuti internazionali dopo anni di sommosse e guerre civili. La direttrice generale della banca centrale, Chea Serey, ha spiegato in un’intervista al giornale giapponese Nikkei che non ama parlare di “de-dollarizzazione”, un termine che potrebbe spaventare e scoraggiare gli investimenti, ma che è fondamentale per il Paese liberarsi dalla dipendenza. Ammette che la sola moneta digitale non può essere sufficiente: “Serve mettere in atto una serie di altre politiche, come stabilizzare il tasso di cambio, normalizzare l’inflazione e pianificare la crescita economica”.

Il nucleo del sistema è gestito dalla banca centrale, che delega la processazione delle transazioni alle singole istituzioni finanziarie. Gli utilizzatori finali si collegano al sistema tramite il gateway di pagamento preferito (ad esempio l’app della propria banca o un wallet digitale). Le transazioni sono registrate su blockchain, usando l’open source Hyperledger Iroha, in un sistema di dati diffusi e decentralizzati, che separa i dati delle transazioni dai dati personali degli utenti garantendo allo stesso tempo sia privacy che controllo. I dati di giugno mostrano un raddoppio negli utilizzatori diretti del wallet digitale rispetto al trimestre precedente, che si attestano intorno ai 200mila. Ma il Bakong nel complesso raggiunge quasi 6 milioni di persone, incluse quelle che lo utilizzano indirettamente attraverso le app delle banche, e nei primi sei mesi di quest’anno sono state validate oltre 1,4 milioni di transazioni, per valore di 500 milioni di dollari.

Secondo il World Economic Forum, i punti di forza del Bakong sono una riduzione dei costi e una maggiore inclusività. Grazie alla rete blockchain e ai sistemi di verifica delle transazioni, le truffe sono praticamente impossibili e l’uso di denaro per attività criminali impraticabile. Gli strumenti di facile utilizzo aiutano a integrare nel sistema finanziario persone che finora ne erano escluse, e i costi di transazione gratuiti per gli utilizzatori finali ne incentivano l’uso. La Banca Nazionale sta anche sviluppando accordi con le banche centrali di Malesia e Thailandia per le rimesse dall’estero. Moltissime donne cambogiane infatti emigrano in Malesia per trovare lavoro, e hanno bisogno di un metodo sicuro ed efficiente per inviare denaro ai familiari in patria. L’uso del Bakong permette di eliminare intermediari e costi, aiutando anche nella strada di un’emancipazione economica.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli