Ilaria Cucchi: io sindaco di Roma? Più una provocazione che altro

Cro/Ska

Roma, 19 nov. (askanews) - La politica "che mi piace e che voglio fare è quella che ho fatto in questi dieci anni quella vera, quella sul campo, non quella che parla alla pancia della gente. Quella che torna interessarsi al tema dei diritti umani. Ci dobbiamo battere per i nostri figli per consegnargli una società migliore". Così Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, intervistata su durante il programma Lavori in Corso in onda su Radio Radio e Radio Tv.

"Ho detto che sono pronta a presentarmi come sindaco di Roma purché tutti i partiti facciano un passo indietro. Più una provocazione che altro... infatti sono rimasta a casa. Ora penso a godermi questo momento di riconciliazione con me stessa. Avevamo ragione noi, faccio ancora fatica a pensare che ce l'abbiamo fatta".

"Mio fratello non è morto perché drogato, è chiaro a tutti fuorché a Salvini che ripete sempre le stesse cose... probabilmente sarà ancora sotto gli effetti del mojito. La querela è in via di presentazione", afferma Ilaria Cucchi. "Matteo Salvini fa speculazione su mio fratello, sono stata accusata io di fare questo, ma lui è uno sciacallo. Fa politica di basso livello sulla morte di mio fratello e sulla nostra storia. Arriva al punto di parlare ancora di droga nel momento in cui sono state emesse le sentenze di condanna per omicidio dopo dieci anni dalla morte di mio fratello. Ma che ci vuole dire che i drogati devono essere uccisi? Secondo me lui è completamente fuori dal mondo. Il giorno della sentenza mia madre che sta molto male è rimasta tantissime ore in quell'udienza ad aspettare la pronuncia. Mio padre è una persona talmente per bene e onesta che a pochi giorni dalla morte di Stefano ha denunciato suo figlio per aver trovato un quantitativo di droga nella sua abitazione di Morena. Questa è la nostra famiglia. Anche io da madre, ho paura della droga, anche io sono contraria, ma qui parliamo di omicidio preterintenzionale non di droga. Matteo Salvini piuttosto che preoccuparsi del nostro processo si preoccupi di casa sua, pensi a loro, non alla mia famiglia".