Illeciti caserma di Piacenza, le accuse dell'ex capo

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montella caserma levante
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Giuseppe Montella, a capo della Caserma Levante, si assume le responsabilità della gestione degli illeciti, ma accusa anche i suoi compagni “Non sono l’unico, anche gli altri sapevano. Ora in carcere non mi chiedono neanche più come sto”.

Caserma Levante, le accuse di Montella

Durante il suo interrogatorio, Beppe Montella, carabiniere a capo della caserma Levante di Piacenza, ammette le sue colpe, ma non risparmia accuse verso i suoi colleghi: “Tutti lo sapevano nel senso che non c’è nessuno che non lo sa a partire dall’ultimo fino al comandante, dalla testa ai piedi, tutti sapevamo che ogni tanto davamo una canna… qualcosa. Sapevano che quando si facevano arresti grossi si diceva, ‘teniamo due grammi, tre grammi da dare’“.

Viceversa, gli altri militari arrestati accusano in coro il loro ex collega di esser l’unico vero responsabile della gestione degli illeciti. A queste parole, ha così ribattuto Montella: “Dottore io ho sentito dalle celle, non sono stupido, loro sono tutti e quattro vicini… ok? Io sono quello più messo da parte, loro si parlano tutti e quattro, vanno insieme a fare l’ora d’aria, li sento parlare, sento quello che dicono e lo so che mi hanno buttato tutta la merda a me. Ero un loro fratello, ma in carcere nessuno di loro mi ha mai chiesto ‘Giuseppe come stai?“.

Lunedì 29 marzo 2021 è previsto un altro interrogatorio dell’ex capo in divisa di Pomigliano D’Arco. Nel precedente interrogatorio tenutosi il 5 agosto 2020, Montella aveva confessato di aver trasformato quella caserma in un luogo adibito allo spaccio e alle torture dei presunti inquisiti. Ora però vuole solo che tutti i membri della sua squadra paghino allo stesso modo.