Ilva, non solo acciaio che uccide

E’ nell’occhio del ciclone e nel mirino della giustizia da quasi due mesi, ma non rinuncia a portare avanti iniziative sociali sul territorio. E’ l’altra faccia della medaglia dell’Ilva di Taranto, l’impianto siderurgico più grande d’Europa. Se da un lato è sempre più complessa l’inchiesta civile e penale, che ha portato lo scorso 26 luglio al sequestro dell’area a caldo dello stabilimento pugliese per inquinamento ambientale, dall’altro l’azienda della famiglia Riva, da ormai due anni, mette in campo una serie di iniziative dedicate al mondo della scuola, dalle elementari fino all’Università. Dai fumetti agli Open Day, dalle Giornate delle scuole fino alle visite guidate e ai job meeting, l’intento è quello di far comprendere le tecniche produttive dell’acciaio alle generazioni del futuro. Un’opera articolata di accettazione sociale a lungo termine, ora soggetta a qualche stop. “Al momento – fanno sapere dall’Ufficio comunicazione dell’Ilva – gli Open Day sono stati sospesi per le note vicende giudiziarie che ci hanno coinvolto”. Del resto non è passata inosservata la polemica di alcuni genitori che hanno parlato di “futuro rubato ai nostri bambini” e del tentativo di “inculcare sin da piccoli l’acciaio come unica strada possibile”.

Le iniziative, messe in campo dallo stabilimento siderurgico dal giugno del 2010 nell’ambito del “Progetto Scuole Ilva”, hanno un ampio raggio di azione. Con nomi e sostanza che si propongono di avere un’impronta positiva su una buona fetta dell’opinione pubblica. Agli alunni delle elementari e delle medie sono rivolte le 24 pagine dell’Acciaio a fumetti. La pubblicazione ha l’intento di illustrare in maniera semplice il ciclo produttivo dell’acciaio: dall’approvigionamento delle materie prime alla produzione del semilavorato, passando per l’altoforno. Per farlo il protagonista dei disegni cerca di incuriosire i bambini, facendo riferimento agli oggetti che usano nella loro vita quotidiana. Non manca l’obiettivo di contribuire allo sviluppo della cultura della sicurezza nei futuri cittadini e lavoratori. Allo scopo l’Ilva ha creato anche il manuale “La Sicurezza al Cubo”, con lo slogan ILVAlore della Sicurezza, che, attraverso il personaggio del Maestro Cubotto, dispensa una serie di raccomandazioni da tenere presente in casa, a scuola ed in ogni momento della giornata. Il tema è legato anche all’importanza dell’ambiente. Un accostamento ora non del tutto appropriato per uno stabilimento siderurgico, che, secondo le accuse, è responsabile di centinaia di morti attribuibili all’inquinamento industriale e negli ultimi anni emetteva fino al 92% del totale della diossina italiana.

Sulla scia dell’ultima riforma scolastica, che vuole una collaborazione sempre più stretta tra il mondo della scuola e le aziende, l’Ilva ha curato anche l’attività di formazione, con l’organizzazione di stage aziendali rivolti agli istituti superiori. L’obiettivo, come si legge sul sito dedicato, è quello di fornire agli istituti professionali interessati dall’iniziativa una formazione non solo orientata al “sapere”, ma anche al “saper fare”, attraverso un’attività teorico-pratica all’interno di reparti operativi altamente specializzati. Parte integrante di queste iniziative è il progetto Open Day, che nasce con l’intento di far conoscere il sito produttivo di Taranto, in modo più approfondito, a familiari, ex dipendenti, istituti scolastici e non solo. Le visite guidate allo stabilimento, che hanno una durata di 3 ore, hanno coinvolto circa 6mila ospiti. Ancora fino a marzo di quest’anno, sono stati protagonisti istituti come la scuola media come “Calò” di Ginosa e l’Istituto di istruzione Secondaria Superiore “O.Flacco” di Castellaneta. Spazio anche a realtà associative ed istituzionali del territorio come il Gruppo Scout, il Rotary Club e l’“Auser - Filo d’Argento”. Due le direzioni principali intraprese: le Giornate delle famiglie, concepite come momento di incontro tra le famiglie dei dipendenti e la realtà aziendale e Giornate delle scuole, un’apertura nei confronti del mondo dell’istruzione nella speranza di un rapporto di reciproca collaborazione.

Tra i progetti messi in campo, in quest’ottica, c’è anche il concorso “Guidiamo la vita” che l’Ilva, insieme all’Inail ed Ufficio scolastico provinciale, hanno bandito l’anno scorso per gli studenti delle scuole superiori. L’obiettivo, si legge sul sito, è quello di far riflettere sui migliori comportamenti, sul significato delle regole a cui ispirarli e sulla loro importanza per garantire la propria vita e quella degli altri. Lo strumento è la realizzazione di un’opera di comunicazione sul rispetto della legalità e delle regole di sicurezza e di comportamento, innanzitutto in riferimento al codice della strada. Il primo premio, da 2mila euro, assegnato allo spot “Torna alla realtà attenzione alla guida”, ha previsto anche l’acquisto di spazi sui media locali da parte dell’Ilva. L’azienda negli ultimi anni non ha tralasciato nemmeno la collaborazione con il mondo accademico. L’attenzione all’innovazione e alla ricerca, obiettivo ambizioso e sempre più spesso perseguito come mission strategica non solo nel settore dell’acciaio, per lo stabilimento tarantino si è manifestato anche nella partecipazione al Job Meeting Bari. Il 29 maggio scorso al Politecnico del capoluogo pugliese l’azienda siderurgica ha incontrato laureati e laureandi di tutte le aree disciplinari.

Rientra pienamente nell’ambito di un’apertura dell’azienda al territorio anche l’evento “Porte Aperte”, ideale prosecuzione del Progetto Open Day. Il 26 e il 27 maggio di quest’anno, nel corso della prima e fino ad ora unica edizione, oltre 3mila visitatori hanno partecipato a tour guidati dell’Ilva. “Il Porte Aperte – ha sottolineato Andrea Rogazione, Responsabile Ufficio Comunicazione, in sede di presentazione - è un’occasione di incontro e confronto con la città. L’obiettivo è quello di mostrare i miglioramenti che sono stati fatti negli ultimi 15 anni, dalla privatizzazione in poi”. Parole che suonano un po’ stonate alla luce di quanto accaduto successivamente. E le nuvole nere, cariche di pioggia, continuano ad addensarsi. Tra le ultime i nuovi dati sulla mortalità nel sito dell’Ilva di Taranto. Secondo il progetto “Sentieri”, lo studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento, tra il 1995 e il 2002 , vicino al sito siderurgico pugliese, si rileva un eccesso tra il 10% e il 15% della mortalità generale e per tutti i tumori sia nelle donne che negli uomini. Colpiti oltre la norma anche i bambini, in particolare quelli del quartiere Tamburi.

A riportare il sereno forse servirà il fatto che il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante ha depositato alla Procura della Repubblica di Taranto un piano di interventi immediati di risanamento degli impianti dell’area a caldo sotto sequestro. Previsti investimenti di 400 milioni di euro per coprire i depositi di minerali, considerati tra le fonti prime d’inquinamento. La società Paul Wurth è stata incaricata di presentare un sistema per la copertura dei parchi minerari con una riduzione delle polveri del 70-90%. Ma chissà quando si tornerà a parlare di un rapporto costruttivo e positivo tra i bambini e l’Ilva.

Clini: almeno 3 o 4 anni per risanamento Ilva - VideoDocFirenze (TMNews) - Serviranno "almeno 3 o 4 anni" per il risanamento dell'Ilva. La tempistica è stata annunciata dal ministro per l'Ambiente Corrado Clini, da Firenze. "Dovendo realizzare questi interventi di risanamento in un contesto produttivo che comunque è attivo - ha aggiunto - ci vorrà un po' di tempo".

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