Ilva, Emiliano a presidio imprese indotto: Mittal paghi presto -2-

red/rus

Roma, 18 nov. (askanews) - "Quello in atto da parte dell'indotto - ha detto Emiliano - sarà un blocco intelligente che consentirà alle merci che devono entrare per alimentare la fabbrica di continuare ad arrivare. Ma è chiaro che non è possibile pensare che queste imprese dell'indotto alle quali sono stati già portati via 150 milioni di euro nella prima fase dell'emergenza Ilva, non ricevano il pagamento delle fatture, perché in questo modo si rischia veramente di far fallire decine e decine di aziende. Quindi noi pretenderemo questo pagamento, che peraltro ci è stato assicurato dall'ad Morselli che ho incontrato per questa ragione. Stamattina abbiamo avuto qualche notizia su un inizio di discussione sulla vertenza e mi auguro che questa domenica abbia fatto riflettere Mittal sulla follia che sta mettendo in essere, perché hanno adottato una strategia di sfida diretta che evidentemente noi non possiamo accettare. Sedendosi a ragionare si può trovare una soluzione. Abbiamo già detto che nessuno è insensibile alla crisi dell'acciaio di questo momento: però un conto è discutere e un conto è scatenare il panico e far fallire le aziende che non hanno nessuna colpa. Sono due cose completamente diverse. In questo momento bisogna evidentemente mantenere la calma. Questo presidio io lo considero importante perché fa capire che noi non stiamo a guardare. Come gli operai dell'Ilva che si sono rifiutati di spegnere le centrali elettriche, e li ho apprezzati moltissimo, quelli che comandano devono sapere che questa fabbrica è gestita dagli operai, quelli interni e quelli dell'indotto. E devono sapere che questa fabbrica non è un videogioco, è una fabbrica vera dove se gli operai non intendono obbedire ad ordini, che peraltro violano la legge dal mio punto di vista perché la distruzione della fabbrica è un reato, noi saremo dalla parte degli operai e dalla parte di chi impedisce la distruzione della fabbrica". "La soluzione l'abbiamo indicata da tempo - ha aggiunto Emiliano - questa fabbrica deve essere innovata dal punto di vista tecnologico, deve diventare non pericolosa per la salute e va evidentemente decarbonizzata: questo processo che noi sosteniamo da anni finalmente ha convinto tutti, non so se convincerà ArcerlorMittal ma quel che è certo è che questa fabbrica così com'è rischia di non essere economica dal punto di vista della gestione e di essere pericolosa per la salute. Bisogna immediatamente intervenire, per questo sono a disposizione finanziamenti europei molto importanti che Mittal potrebbe utilizzare ove volesse proseguire la gestione. Ma se ha deciso di fare del male a se stessa e di fare del male a noi, a questo punto noi reagiremo, questo è poco ma è sicuro".