Ilva, gip: non prevista alcuna facoltà d'uso. L'azienda impugna il provvedimento

Roma, 11 ago. (Adnkronos/Ign) - Il presidente di Ilva, Bruno Ferrante, ha dato mandato ai propri legali di impugnare immediatamente il provvedimento del giudice per le indagini preliminari di Taranto, notificato ieri 10 agosto 2012. Lo rende noto l'Ilva in un comunicato annunciando che è stato convocato il cda della società ''per le determinazioni conseguenti''.

Nel suo provvedimento integrativo il gip Patrizia Todisco, ''sollecita l'adozione da parte dei custodi ed amministratori tutti, dottor Bruno Ferrante, ingegner Barbara Valenzano, ingegner Emaunuela Laterza e ingegner Claudio Lofrumento, di tutte le misure tecniche necessarie a scongiurare il protrarsi delle situazioni di pericolo e ad eliminare le stesse, situazioni in ragione delle quali il sequestro preventivo è stato disposto e confermato''.

Questo obiettivo deve essere raggiunto ''in adempimento di quanto imposto dal vincolo cautelare (sequestro ndr) sulle aree e gli impianti (area parchi, area cokerie, area agglomerato. area altiforni, area acciaierie, area gestione rottami ferrosi) dello stabilimento Ilva Spa, confermato dal Tribunale del Riesame con deliberazione del 7 agosto 2012 e, segnatamente in adempimento di quanto disposto dallo stesso Tribunale del Riesame''. Inoltre dispone che ''i custodi ed amministratori nominati trasmettano a questo Ufficio, con frequenza settimanale, relazioni sulle attività svolte nell'esercizio del loro pubblico ufficio''.

Il gip specifica che si individua nell'ingegner dell'Arpa Barbara Valenzano, (custode e amministratore degli impianti del siderurgico, coadiuvata dagli ingegneri Laterza e Lofrumento) ''la figura del gestore'' e ''la figura del responsabile delle prescrizioni e procedure impiantistiche che si renderanno necessarie in attuazione del provvedimento di sequestro preventivo degli impianti 'a caldo' e degli impianti tecnicamente connessi agli stessi'' oltre che la ''figura del responsabile delle misure tecniche necessarie per eliminare situazioni di pericolo e della attuazione dei monitoraggi, con potere di spesa, previa approvazione dell'autorità giudiziaria, relativamente alle aree sottoposte a sequestro, nonché a quelle tecnicamente connesse''.

Si individua, inoltre, nel dottor Bruno Ferrante ''la figura del datore di lavoro'' nei rapporti con i dipendenti e ''la figura del responsabile dell'attuazione delle prescrizioni e procedure impiantistiche che si renderanno necessarie in attuazione del provvedimento di Aia (autorizzazione integrata ambientale ndr) per gli impianti non interessati in alcun modo dal provvedimento di sequestro preventivo''.

Secondo il gip Todisco, il Tribunale del Riesame, nel suo dispositivo, pur sostituendo come custode e amministratore il dottor Mario Tagarelli nominando al suo posto il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante, ''ha confermato il sequestro preventivo delle aree e degli impianti indicati nel decreto del 27 luglio'' emesso dallo stesso gip ''misura che, va ribadito, è, e non può che essere, funzionale alla tutela delle esigenze preventivo-cautelari indicate dalla legge''.

Si tratta sempre secondo il gip di una "conferma che implica necessariamente il riconoscimento da parte del medesimo Tribunale, della sussistenza dei presupposti legittimanti il sequestro preventivo e in particolare della grave ed attualissima situazione di emergenza ambientale e sanitaria in cui versa il territorio di Taranto, imputabile alle emissioni inquinanti, convogliate, diffuse e fuggitive, dello stabilimento Ilva Spa e, segnatamente, di quegli impianti ed aree del siderurgico sottoposti a vincolo cautelare. Peraltro - aggiunge il gip - lo stesso Tribunale del Riesame, senza prevedere alcuna facoltà d'uso degli impianti produttivi, ha ribadito prioritariamente la necessità di garantire 'la sicurezza degli impianti' e di adottare 'tutte le misure tecniche necessarie per eliminare le situazioni di pericolo'''.

Per il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ''la decisione di interrompere le attività di produzione dovrebbe essere guidata dalla tipologia degli interventi da realizzare che in alcuni casi richiedono la fermata di parti degli impianti e in altri casi suggeriscono invece il contrario''. Clini auspica inoltre che prosegua ''il percorso di risanamento degli impianti'' dell'Ilva di Taranto.

''E' essenziale che la continuità della produzione venga garantita, soprattutto alla luce degli impegni assunti dall'azienda, dal Governo e dalla Regione e delle attività già avviate per la messa in sicurezza degli impianti e la bonifica dell'intera area'' sottolinea Confindustria in una nota, esprimendo ''grave preoccupazione'' per gli effetti del provvedimento del gip di Taranto di ieri.

Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del Pd, definisce ''irrituale e molto preoccupante il provvedimento del gip di Taranto dopo la decisione del Tribunale del Riesame, dopo gli impegni assunti dall'azienda per la realizzazione degli interventi necessari alla salvaguardia della salute e dopo il decreto del governo sull'avvio delle bonifiche. E' necessario fare chiarezza al più presto. Sono in gioco le prospettive di un'azienda strategica e il futuro di decine di migliaia di lavoratori''.

A stretto giro la replica dell'Idv. ''E' incomprensibile la posizione del Pd che attacca il gip di Taranto, forse Fassina ha preso un colpo di sole in quanto parla, inoltre, di un piano aziendale che a nessuno è dato conoscere'' afferma in una nota il responsabile welfare e lavoro dell'Italia dei Valori, Maurizio Zipponi.

Ma anche per il Pdl "la decisione del gip di Taranto è grave, illogica e contraddittoria". A parlare così è il vice capogruppo dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli, che aggiunge: "Si comprende la necessità di tutelare un bene come l'ambiente, interesse generale e di tutti. Si comprende meno invece l'insistenza sul blocco produttivo dell'Ilva che lesiona un interesse non meno generale, visto che riguarda il lavoro di migliaia di operai oltre che gli interessi dell'Italia nel settore dell'acciaio".

Mentre per il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, "la scelta di Ilva di impugnare la decisione del Gip è gravissima e dimostra che l'azienda è alla ricerca di una scorciatoia per evitare le prescrizioni della Procura e confermate dal Tribunale del Riesame".

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