Ilva, Provenzano: ArcelorMittal torni a tavolo, è ancora in tempo

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Roma, 16 nov. (askanews) - "In questi giorni drammatici della complessa vicenda dell'ex Ilva di Taranto, ho visto un pezzo d'Italia pronto a schierarsi acriticamente con ArcelorMittal, accusare il governo di negare le ragioni dell'impresa. Io ho criticato la scelta di cambiare le regole e avanzato una proposta sulla tutela legale per l'ambientalizzazione, ma è bene essere chiari: un pretesto resta un pretesto, e in nulla può giustificare la scelta dell'azienda di sottrarsi (cosa che fa da tempo) agli impegni sottoscritti, o ancor peggio a mettere ora in atto, con il deliberato programma di spegnimento dei forni e il mancato approvvigionamento dei minerali, un comportamento gravemente lesivo dell'interesse nazionale". Lo afferma il ministro del Sud, Peppe Provenzano, in un post su Facebook.

"Per questo - spiega - le contromisure urgenti in sede giudiziaria, ma la via maestra è chiedere all'azienda di tornare sui suoi passi. È ancora in tempo per tornare al tavolo col governo, un governo pronto a togliere gli alibi ma non a cedere ai ricatti, specialmente sul destino dei lavoratori, quei lavoratori che hanno votato e sottoscritto quegli accordi con la proprietà".

"Se non volesse farlo - aggiunge il ministro - dovrebbe trovarsi contro un Paese capace di riscoprire l'orgoglio della sua vocazione industriale, di tutelare con ogni mezzo i suoi interessi nazionali, di reagire con forza all'atteggiamento inaccettabile di una multinazionale, proprio perché esiste un altro modo di essere e fare impresa. Ce lo ha ricordato oggi chi conosce bene le ragioni dell'impresa, a pochi chilometri da Taranto, a riprova che non sono impossibili al Sud le industrie con gli standard tecnologici più elevati al mondo, uno che quelle ragioni le afferma ogni giorno, coi suoi manager e i suoi lavoratori. E lo fa per davvero, non su Twitter", dice Provenzano riferendosi a Vito Pertosa, fondatore del gruppo industriale Angel che in un'intervista alla Gazzetta del mezzogiorno ha parlato di "alibi pretestuosi" per Arcelor Mittal.