Ilva, Vendola furioso contro la "carneficina fatta dai giudici". M5s resta giustizialista

The former president of the Puglia Region Nichi Vendola in Bari at the Cinema Gallery to present the candidates for the upcoming european elections with the list La Sinistra, Paola Natalicchio and Sandro Fucito on 17 May (Photo by Davide Pischettola/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
The former president of the Puglia Region Nichi Vendola in Bari at the Cinema Gallery to present the candidates for the upcoming european elections with the list La Sinistra, Paola Natalicchio and Sandro Fucito on 17 May (Photo by Davide Pischettola/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

Nichi Vendola è infuriato. Anche contro i magistrati. Si “ribella a una giustizia che calpesta la verità” e rivendica la paternità di quelli che furono i primi provvedimenti a Taranto in difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini. L’ex governatore della Puglia Nichi Vendola dice di sentirsi come “in un mondo capovolto”. E in effetti, guardando la sua storia, la condanna in primo grado a tre anni e mezzo di reclusione nel processo ‘Ambiente Svenduto’, dà proprio questa impressione. Accusato di concussione aggravata in concorso nel presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva, Vendola avrebbe esercitato pressioni sull’allora direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per far “ammorbidire” la posizione dell’Agenzia per l’ambiente nei confronti delle emissioni nocive prodotte dal siderurgico.

In pratica l’obiettivo sarebbe stato falsificare la cifra delle emissioni nocive per non incorrere in multe se non addirittura andare verso la chiusura dell’impianto. In ambienti vicini all’ex governatore fanno notare però che queste emissioni sono state limitate proprio dalla sua Giunta Vendola, dal 2005 al 2015, con una serie di norme e monitoraggi sulla qualità dell’aria. Per questo, secondo l’ex governatore, il mondo si sarebbe capovolto. “Se è stato Vendola a voler limitare le emissioni nocive, perché poi avrebbe dovuto costringere l’Agenzia per l’ambiente a truccare i dati?”, è la riflessione che viene fatta in ambienti di Sinistra Italiana a lui vicini.

Per esempio tra queste leggi regionale c’è quella che fissò limiti molto restrittivi alla emissione di diossine e furani, prevedendo, in caso di inottemperanza, l’arresto dell’impianto. E poi ancora il Consiglio Regionale, su iniziativa della Giunta, nel 2011 emanò una...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.