Imagine Dragons: “Parliamo d'amore, non è più un cliché”

Duccio Fumero
Gli Imagine Dragons suoneranno in concerto in Italia il 3 luglio a Verona e il 4 luglio a Lucca.

È da pochi giorni negli store digitali e in programmazione radiofonica “Believer”, il nuovo singolo degli Imagine Dragons che anticipa l’uscita del nuovo album previsto per quest’anno e arriva dopo il successo di singoli come “Radioactive”, “I Bet My Life” e “Demons”. Gli Imagine Dragons suoneranno in concerto in Italia il 3 luglio a Verona (Arena di Verona) e il 4 luglio a Lucca (Lucca Summer Festival).

Sono, però, già oggi in Italia per presentare il nuovo singolo “Believer”, mentre per l’album dovremo attendere ancora un po’, visto che la sua uscita è prevista per l’estate. Ma gli Imagine Dragons non vedono l’ora di raccontarsi con questo nuovo lavoro, molto diverso da quello che ci avevano abituato. Sorridenti, rilassati, Dan Reynolds, Ben McKee, Wayne Sermon e Daniel Platzman si sono presentati alla stampa italiana per una chiacchierata.

Nel vostro nuovo album si parla molto d’amore, ma l’idea è quella che per voi l’amore sia qualcosa di incredibile, qualcosa che avviene quasi contro ogni pronostico, qualcosa dettato dal destino. E’ questo l’amore per voi?
Sì, l’amore è centrale in questo album e confesso che è la prima volta che un nostro lavoro è così impregnato di questo tema. Io l’avevo sempre visto come un cliché – dice Reynolds –, i nostri lavori precedenti erano più dark, incentrati sulla ricerca profonda, ma questo è più ‘colorato’ e quando la vita si colora si riempe d’amore.

Alcune delle canzoni sono molto particolari e la domanda nasce spontanea: nascono prima le parole poi la musica, o l’opposto?
Non scriviamo mai le parole prima. E’ il sound che ispira la poesia, noi scriviamo la musica, poi riascoltandola, magari per il ritmo o un riff di chitarra particolare, ci fa evocare una sensazione, che può essere dolore, amore o altro, e da lì nascono le parole.

È da pochi giorni negli store digitali e in programmazione radiofonica “Believer”, il nuovo singolo degli Imagine Dragons che anticipa l’uscita del nuovo album. (Credits – Getty Images)

In questo album, partendo proprio da “Believer”, il sound è molto particolare, più nitido rispetto al passato.
E’ vero, per questo album ho cercato un sound più perfetto, pulito – risponde Reynolds –. In passato sovrapponevamo diversi strumenti, mescolandoli, in un sound più dark e confuso. Ma, come detto, questo per me è un periodo più bello, allegro, colorato e, così, anche il sound riflette il mio momento della vita.

Hai parlato più volte di un momento positivo. Sappiamo quello che hai passato, ma sembra che tutta la band sia più felice.
Nell’ultimo periodo, per la prima volta da anni, abbiamo passato un po’ di tempo con e per noi stessi. Prima forse abbiamo corso troppo, scrivevamo mentre eravamo in tour e per 5/6 anni non ci siamo mai fermati. Abbiamo perso di vista certi valori, certi sapori che nella vita sono importanti, come la famiglia, gli amici, noi stessi. Questa volta ci siamo fermati, ci siamo goduti ciò che eravamo e ciò che avevamo, ci siamo ritrovati.

I vostri primi due album sono stati dei grandi successi, pensate che lo sarà anche questo?
Guarda, il passato è lì, esiste, non cambia. Di sicuro siamo felici di ciò che abbiamo fatto in passato, e non so se anche questa volta sarà un successo, ma sinceramente noi siamo fieri del lavoro fatto. Come artisti l’importante è essere onesti con se stessi, essere felici di ciò che si è creato. Se poi piace, meglio, ma l’importante è aver fatto il meglio.

“Noi siamo sempre stati unici, fin dalla scelta del nostro nome, che molti ancora oggi non comprendono” (Credits – Getty Images)

In alcune canzoni, a partire da “Believer”, il ritmo ha un incedere particolare. Una scelta artistica motivata da…?
Noi cerchiamo sempre di spingerci oltre le frontiere del pop mainstream, fin dall’inizio ci dicevano che la nostra musica non era adatta per le radio e non avrebbe funzionato. Ma noi ci esaltiamo a cercare soluzioni nuove, diverse.

Dan, cosa vuol dire per te essere un “Believer”?
Da giovane per me essere un believer significava cercare risposte al di là dell’universo, del mondo. Oggi, invece, guardo al mondo, alla mia vita, è qui che cerco le risposte. Essere un believer significa vivere bene la vita, essere una brava persona, impegnarsi, senza ‘seghe mentali’ mistiche.

Nel nuovo album non sembra esserci un filo musicale, ma tante scelte artistiche diverse. E’ così?
Noi siamo sempre stati unici, fin dalla scelta del nostro nome, che molti ancora oggi non comprendono. A noi le stranezze piacciono e ci piace massimizzarle, quindi se una canzone ha un qualcosa di particolare ci piace, è quello cui puntiamo. Non vogliamo mai fare due canzoni uguali.

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