Imane Fadil, chiesta l’archiviazione del caso per omicidio volontario

imane modella

I suoi genitori hanno deciso di non celebrare il funerale e di non seppellire il corpo di Imane Fadil, la modella 34enne e testimone del caso Ruby, nella speranza che possano essere ancora effettuate delle indagini che mettano in luce i motivi per i quali la giovane sia deceduta. I pm di Milano Tiziana Siciliano, Antonia Pavan e Luca Gaio hanno chiesto, nella giornata di mercoledì 18 settembre 2019, l’archiviazione dell’inchiesta aperta per omicidio volontario.

Imane Fadil, l’autospia

A seguito di un’autopsia che è stata condotta da un pool di esperti dell’Istituto di Medicina legale della città Milano, sotto la guida dell’anatomopatologa Cristina Catteneo è risultato che Imane Fadil sia stata uccisa da un’aplasia midollare le cui cause non sono affatto certe. L’indagine per omicidio volontario era stata inizialmente avviata perché alcuni esami condotti sul cadavere della ragazza, avevano accertato la presenza di massicce quantità di metalli presenti nel suo sangue. E poiché dall’autopsia è emerso che Fadil sia deceduta a causa di un’aplasia midollare, i magistrati di Milano hanno richiesto l’archiviazione del fascicolo all’ufficio gip.

Intanto i genitori della vittima non si rassegnano, anzi è molto probabile che si opporranno alla decisione dei magistrati in quanto non sono per nulla soddisfatti degli esiti che sono trapelati. I genitori di Imane Fadil sembrano voler fare di tutto pur di capire le cause che hanno portato alla morte della ragazza. L’autopsia condotta dal pool di esperti ha accertato che la modella 34enne sia morta a seguito di un’aplasia midollare.