"Immagini sessiste". Polemica sull'app Immuni.

Filippo Frignani

Nuova polemica sulla app Immuni studiata per aiutare il Paese nella lotta al contrasto al coronavirus. Resa disponibile sugli store ieri, è stata scaricata da più di mezzo milione di italiani in meno di 24 ore. Lo strumento pensato per individuare chi è stato in contatto con un 'caso positivo', è oggetto del dibattito politico non più per la sua utilità o per la sua efficacia - come nei giorni e nelle settimane passate - ma per le sue icone. Le immagini a corredo dell'applicazione che ritraggono un uomo al lavoro al computer e una donna che culla un bambino non sono piaciute al Partito democratico e nemmeno in Forza Italia. E presto, sulla scia dei giudizi negativi, saranno sostituite.

"A parole tutti concordi nel ritenere la parità uomo/donna la sfida fondamentale del nostro tempo. Poi leggi i testi scolastici e vedi l'immagine dell'App Immuni e capisci che gli stereotipi persistono e si aggravano" afferma la senatrice dem Roberta Pinotti, che avverte: "Senza un cambio culturale non riusciremo a cambiare il Paese". Anche il vice segretario del Pd, Andrea Orlando, prende posizione: "Come è possibile che l'immagine della donna nel 2020 sia ancora legata, anche all'interno delle istituzioni, agli stereotipi più logori e abusati? La vicenda dell'app non va minimizzata perché è sintomo di qualcosa di grave e profondo", sottolinea. Parole condivise anche dal Gruppo democratico della Camera, mentre Erasmo Palazzotto, deputato di Liberi e Uguali, chiede di rendere la app "rispettosa dei tempi e della paritaà di genere dovuta" e in un post su Twitter sottolinea: "Se ai vostri occhi non è evidente ciò che non va in questa immagine siete parte del problema".

La vice presidente della Camera, Mara Carfagna, fa sentire la voce di Forza Italia. "Le icone della app raffigurano i due generi nell'ambito domestico in modo discriminatorio: mentre l'uomo è impegnato, connesso, smartworker, la donna è solo madre con il pollice verde che cresce figli e piante. Mentre lui fa il medico, lei ha il Covid. Stereotipi offensivi", spiega e ricorda l'emendamento presentato al dl rilancio con cui si propone "una tassazione differenziata dei redditi di lavoro dipendente e autonomo tra donne e uomini".

I commenti, come detto, non sono rimasti inascoltati. Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità, assicura che presto sarà trovata una soluzione alla questione. Rispondendo a un tweet di Anna Paola Concia, l'esponente di governo afferma di aver già scritto alla collega Paola Pisano, titolare del dicastero dell'Innovazione e della digitalizzazione: "Mi ha rassicurato sul fatto che si sta lavorando ad una modifica, che sarà rilasciata entro breve".