"Immensità", il nuovo concept album di Andrea Laszlo De Simone

Roma, 21 nov. (askanews) - Una musica che sembra toccare temi personali ma in realtà si ricollega subito all'universale e lo esplora con grande profondità e sensibilità: è "Immensità", il nuovo album di Andrea Laszlo De Simone, un'opera anche concettualmente innovativa che al tempo stesso si inserisce a pieno titolo nella tradizione della grande canzone italiana d'autore. Il disco è uscito su vinile e in versione digitale per la 42 Records, e l'autore ha spiegato negli studi di Askanews cosa c'è alla base della sua seconda creazione dopo "Uomo Donna" del 2017.

"Immensità nasce proprio come una suite: l'intenzione era un brano unico che avesse diverse fasi, diversi tempi ma tutto sommato un brano unico".

"Si possono estrapolare dei brani, però se si vogliono ascoltare tutti i contenuti musicali e testuali va ascoltato per intero, perché nelle tracce separate mancano delle parti di canzone e di testo".

L'opera, in tutto di 25 minuti, è di fatto la colonna sonora dell'omonimo mediometraggio musicale, appena pubblicato.

"La riflessione era sulla circolarità del tempo intesa non come concetto universale ma anche pratico e quotidiano: la catarsi, la parabola di una giornata di una vita. Di una vita si può dire che le tappe fondamentali siano la nascita, la riproduzione e la morte, nella vita nel quotidiano succede la stessa cosa ti svegli magari di buon umore pieno di ottimismo viene fuori da una sogno ti scontri con la dura realtà dei fatti che non riesci a svegliarti che il caffè ti brucia le labbra vai a lavoro e ti va male poi succede qualcos'altro per cui fai l'elaborazione dello smarrimento e poi si ricomincia, ogni volta finché c'è vita si ricomincia".

Ecco perché la suite è divisa in quattro capitoli: il sogno, la realtà, lo spazio come momento di smarrimento di esplorazione e il tempo come momento di rinascita. Fondamentale nella prospettiva del cantautore torinese è la capacità di mantenere la massima libertà d'azione, senza mai per questo chiudere la porta a ispirazioni o insegnamenti esterni. Così, nel corso della produzione del primo disco Uomo Donna, Andrea Laszlo De Simone ricorda di essere stato aiutato dal fonico bolognese Giuseppe Lo Bue, da cui ha imparato "molte cose" che gli hanno dato la possibilità oggettiva di sentirsi "più tranquillo per continuare a lavorare da solo".

"È vero che uno può dire l'influenza, qualcuno che ti sta vicino ti insegna qualcosa, è verissimo: ma da soli è l'unica condizione in cui siamo assolutamente liberi. Quella condizione lì non è affatto male soprattutto se devi sperimentare, se hai voglia di raccontare, se ti devi conoscere. Nel mio caso la solitudine mi risparmia lo psicologo per esempio, quella fase è bellissima".