Immigrati, Altraeconomia: strategia Ue per respingimenti illegali

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Roma, 13 giu. (askanews) - Sono ormai sette anni che in Europa "con strategie consapevoli, studiate e preparate" si operano respingimenti illegali alle frontiere dell'Ue con l'uso di mezzi anche violenti. Una strategia mirata, che ha fatto scendere il numero degli attraversamenti delle frontiere da circa 1 milione e 200 mila del 2015 a190 mila nel corso del 2021, malgrado la situazione nel mondo, alle porte del Vecchio continente, sia di molto peggiorata. Un strategia di contenimento a tutti i costi e con ogni mezzo attuato con l'appoggio dell'Agenzia Frontex. A denunciarlo sono una serie di realtà sociali, guidate da AltraEconomia che oggi hanno presentato alla Camera dei deputati il libro: "Respinti. Le sporche frontiere d'Europa, dai Balcani al Mediterraneo", di Duccio Facchini e Luca Rondi.

L'Ucraina, è emerso nel corso della presentazione, non è che un esempio più vicino ai nostri occhi e a quelli di media mentre i migranti forzati nel mondo, soprattutto in Africa e Asia, sono oltre 100 milioni, in fuga da povertà, guerre, violenze e in cerca di una vita migliore.

"La speranza è che proprio la tragedia dell'Ucraina - ha spiegato l'on. Riccando Magi nel corso della presentazione - riporti all'attenzione della grande opinione pubblica occidentale il dramma degli sfollati e questo comporti la rivisitazione delle politiche scriteriate portate avanti dall'Europa in questi ultimi anni. Oggi infatti - ha affermato il parlamentare - ci troviamo di fronte ad una politica dell'accoglienza solo enunciata. Anzi, - ha aggiunto - denuncio un dato allarmante che è quello di come si sta erodendo, nel nostro paese e nell'Unione, il diritto di asilo, costantemente sotto attacco. Siamo in una fase in cui questo pilastro della civiltà giuridica europea è guardato in senso negativo o al massimo visto come una concessione compassionevole". Roma, 13 giu. (askanews) - Secondo Facchini siano di fronte ad una "precisa strategia che fa ricorso diffuso anche ai maltrattamenti verso decine di migliaia di persone che tentano di varcare i confini europei, e questo soprattutto negli ultimi dieci anni. Lo snodo chiave, come dimostriamo nel libtro, è il 2015. Lì viene coniato il termine di 'crisi dei rifugiati' irregolari alle frontiere dell'Ue. Cosa ancora più bizzarra se si tiene presente che non esiste una formula per l'ingresso regolare nel nostro continente. In questo senso parliamo di circa un milione e 200 mila persone che attraversarono quell'anno il confine. Sapete in pochi mesi di guerra, quanti ucraini sono giunti, invece, in Europa fino ad oggi? Oltre tre milioni e 700 mila. L'Europa ha fatto bene ad accoglierli ma questo dimostra che, quando si vuole, i numeri non sono un problema".

"Invece negli ultimi sette anni si è preferito imboccare la strada dei respingimenti forzati fatti di esternalizzazione delle frontiere, che ha lasciato il lavoro sporco ad autocrazie come quella turca o libica, confinamenti ed, infine, respingimenti. Una strategia - ha proseguito Facchini - che ha fatto uso anche di violenze e brutalità, come nel libro viene dimostrato".

Secondo Rondi, infine, proprio Frontex ha rappresentato il "braccio operativo" di questo sistema con un aumento di budget notevole di bilancio di spesa ma con il solo 0,3% di questo dedicato al monitoriaggio dei diritti umani. "Come è stato ammesso anche a livello europeo, ha concluso Rondi, "occorre anche una Frontex diversa per cambiare questo stato di cose e per ristabilire una legalità dalla quale oggi siamo ancora distanti".

Un libro attualissimo, d'inchiesta e denuncia, che viaggia su tutte le rotte migranti e sul filo dei diritti umani. Partecipano, insieme agli autori Duccio Facchini e Luca Rondi On. Riccardo Magi Cristina Molfetta, Fondazione Migrantes Gianfranco Schiavone, ICS Trieste/ASGI L'Europa "democratica", Italia compresa, ha però chiuso occhi e frontiere, delegando ai Paesi terzi il "lavoro sporco", rinnegando i diritti umani, disseminando le rotte di ostacoli. Questo libro è per capire come funzionano i respingimenti. E per non dimenticare nessuno

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