Immigrati: fenomeno sovrarappresentato rispetto a dati reali

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Milano, 18 dic. (askanews) - WeWorld Onlus - Fondazione italiana indipendente che lavora in 29 Paesi, tra cui l'Italia, per promuovere progetti di Cooperazione allo Sviluppo e Aiuto Umanitario, garantendo i diritti di donne e bambini - ha presentato il sondaggio CIAKMIgrACTION condotto da Ipsos sulla percezione del fenomeno migratorio in quattro Paesi europei: Italia, Austria, Ungheria, Grecia.

L'opinione pubblica dei quattro Paesi esaminati è caratterizzata da un'elevata sovra-rappresentazione del fenomeno migratorio, per quanto riguarda la presenza di migranti sul territorio: è evidente soprattutto in Ungheria, dove i cittadini pensano che i migranti siano il 20% della popolazione, a fronte di un dato reale del 2%, ma anche in Italia (31% contro il reale 9%), Grecia (35% vs 9%) e Austria (35% vs 16%). Un dato che può essere spiegato dal forte scollamento tra realtà del fenomeno e rappresentazione che ne viene fatta a livello di discorso pubblico e mediatico, e che alimenta una percezione negativa. La maggioranza di italiani, greci ed ungheresi risponde infatti che l'immigrazione ha avuto un impatto negativo sul Paese: i più critici sono greci (64%), seguiti da italiani (57%) e ungheresi (56%). Più positivi gli austriaci (49%).

I dati del sondaggio Ipsos ci restituiscono un'Europa convinta che si stia consumando un'emergenza migratoria di dimensioni epiche. I numeri però ci raccontano di un fenomeno molto più contenuto rispetto al percepito dall'opinione pubblica.

"La campagna mediatica di attacco a chi si occupa di accoglienza ha distorto le percezioni sulle migrazioni, creando un'emergenza dove non c'è e fondendo in un'unica preoccupazione i temi di accoglienza e di inclusione. Per questo ribadiamo la necessità di definire una strategia comune che non tenga conto solo dell'accoglienza".Dichiara Marco Chiesara, presidente di WeWorld.

L'immigrazione non è il principale motivo di preoccupazione in nessuno dei Paesi coinvolti: i cittadini non indicano il fenomeno migratorio come una priorità per le agende nazionali, né in Austria, dove si trova al terzo posto, né in Italia e Grecia (quarto posto), mentre in Ungheria l'immigrazione si trova addirittura al settimo posto tra le principali sfide per il Paese. In Italia e Grecia le tre maggiori criticità da affrontare sono crisi economica, occupazionale e tematiche fiscali; per gli austriaci l'aumento dei prezzi e del costo della vita, seguito dai temi ambientali, mentre è l'inefficienza del sistema sanitario a preoccupare di più gli ungheresi.

Requisiti per concedere la cittadinanza: i cittadini dei quattro Paesi indicano priorità differenti. In Austria l'aspetto più importante (per il 70%) è la conoscenza della lingua; in Grecia per il 78% è fondamentale lo "Ius Sanguinis", la nascita da genitori di origine greca. In Ungheria sono a pari merito il possesso della documentazione certificante l'essere cittadino di un Paese (81%) e lo Ius Sanguinis. Per gli italiani l'aspetto più importante (60%) è lo "Ius Soli" relativo ai diritti derivanti dall'essere nati sul territorio. L'Italia è inoltre il Paese che attribuisce maggiore importanza al possesso di un lavoro come fattore fondamentale per essere considerati "veri italiani". (segue)