Immigrazione, Bellanova: porti aperti per avere manodopera nei campi

teresa bellanova

Teresa Bellanova, il neo ministro piddino dell’Agricoltura, è già entrata nel mirino delle critiche. Sul web, infatti, qualcuno non ha apprezzato l’abito scelto per il giuramento al Quirinale né tanto meno il titolo di studio conseguito dalla donna. Altri invece hanno criticato il fisico e infine sono arrivati a commentare anche il suo passato da bracciante agricolo. Infatti, Teresa non dimenticherà quegli anni: “Io ho perso amiche di 17, 18 anni che sonno morte negli incidenti dei pulmini dei caporali, nei campi. Non hanno avuto le opportunità che ho avuto io” ha raccontato. Vittorio Feltri, però, diretto di Libero, è sceso in campo in difesa della neo ministra dichiarando che prima di alzare i toni occorre valutare l’operato. Ma Teresa Bellanova non attende troppo e già propone un piano pro immigrazione che potrebbe far discutere ancora di più. Infatti, come ha ribadito in un’intervista a La Repubblica, Teresa di trova al ministero dell’Agricoltura “per le amiche braccianti che non hanno una vita”.

Teresa Bellanova, piano pro immigrazione

Nell’intervista per Repubblica, Teresa Bellanova, neo ministro dell’Agricoltura, ha lanciano alcune proposte riguardo l’immigrazione. “Dobbiamo semplificare la vita agli agricoltori e rafforzare le filiere made in Italy. Occorre contrastare l’illegalità del caporalato e dello sfruttamento degli immigrati. La legge contro i caporali funziona nella parte repressiva, ma è alla prevenzione che bisogna puntare”. Fino a qui nulla da controbattere. Tuttavia aggiunge: “Poi c’è la regolamentazione dei flussi di migranti, essendoci fabbisogno per il lavoro agricolo”. Il suo piano, quindi, sarebbe quello di aprire i porti italiani per favorire l’afflusso di immigrati da impiegare come braccianti agricoli. L’idea pro immigrazione di Bellanova appare chiara, ma con questa dichiarazione potrebbe aver guadagnato altre pesanti critiche.