Imola, legali famiglia 24enne investito e ucciso: non aveva minacciato

Mpd

Roma, 7 gen. (askanews) - "Pur avendo assunto la difesa da poche ore, non risulta che vi sia stata alcuna minaccia di morte nè alcuna aggressione nè tantomeno alcun furto di cellulare da parte del sig. El Fatine, come invece emerso dalla stampa". E' quanto precisano in una nota i legali della famiglia di Fatine Mohamed Amine, il 24enne marocchino investito e ucciso domenica scorsa a Imola da un operaio col quale, secondo quanto riferito dall'uomo alla guida dell'auto che lo ha ucciso, aveva avuto più di un diverbio anche a causa di un cellulare che il giovane avrebbe rubato.

Diversa la versione dei tre legali della vittima: Gino Salvatori, Bahija Afouzar e Gianluca Cracas "Attendiamo che venga fatta chiarezza su una vicenda che, se confermata, presenta caratteri inquietanti. Dai primi elementi raccolti, infatti, risulta che il nostro assistito fosse stato già aggredito nei giorni precedenti, riportando ferite alla testa. I fatti, pertanto, sembrerebbero diametralmente opposti rispetto a quelli precisati dall'indagato e riportati dai giornali. Il sig. Fatine era un ragazzo perbene, perfettamente integrato. Aupichiamo che tutti rispettino il dolore dei familiari ed in particolare della madre, ancora sotto shock, la quale si è sempre presa cura del proprio figlio".