'Impariamo a comunicare con i cani', il libro che può aiutarci -Video

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Non un metodo ma un approccio. 'Impariamo a comunicare con i cani' di Andrea Cristofori è un libro che "nasce da un’esperienza di 26 anni nel recupero comportamentale dei cani", spiega l'autore, educatore cinofilo esperto nel recupero comportamentale di cani dichiarati ad elevata pericolosità sociale. "La novità è proprio questa - spiega all'Adnkronos - interpretare il comportamento dei cani partendo da quello che è il comportamento dei loro progenitori, cioè i lupi" (VIDEO).

"Abbiamo codificato una parte di questo comportamento e l’abbiamo tradotto in atteggiamenti che devono assumere i proprietari del cane per poterlo gestire - sottolinea Cristofori, autore del Codice di Diritto Animale - E questa esperienza ci ha dato la possibilità di recuperare quasi la totalità dei cani trattati, in maniera completa e definitiva. Così abbiamo deciso di racchiudere tutte queste informazioni all’interno di questo libro, molto semplice, e veloce che può dare subito un’idea di massima di quello che dovrebbe essere un rapporto corretto con il proprio cane".

Il presupposto è che "in teoria tutti i cani sono pericolosi e tutti non lo sono. Dobbiamo conoscere il nostro cane e saperlo guidare", afferma l'educatore che, insieme ai suoi due fratelli gestisce alle porte di Roma il 'Centro Studio Cani', scuola per proprietari di cani, come ci tiene a sottolineare: "Il comportamento di ogni singolo cane è il risultato di un'esperienza di crescita, più o meno corretta, vissuta alla luce di una predisposizione genetica di istinti e qualità. Non esistono insomma cani irrecuperabili, tanto meno cattivi, ipereccitabili, dominanti, bastardi, dispettosi, ansiosi o gelosi".

'Impariamo a comunicare con i cani' (edito da Cassazione.net, con introduzione di Raffaele Guariniello) si sviluppa in due parti. "Nella prima spieghiamo come il cane interpreta e vive il nostro mondo, quali sono gli organi che utilizza - spiega Cristofori - Un’altra parte è dedicata alla psicologia del cane, quindi alle differenze che ci sono nell’apprendimento: l’uomo si basa su un approccio non più mimico ma legato al significato delle parole, con delle sovrastrutture. Il cane invece lavora solo sulle emozioni e in modo istintivo quindi deve avere delle indicazioni su cosa e come farlo".

"Il cane deve essere appagato dal proprietario - afferma ancora l'autore del libro - se non lo è da qualsiasi punto di vista non solo comunicativo comincia la sofferenza. In base allo stato della sofferenza si presentano dei comportamenti di disequilibrio. Nell’ultima parte entriamo più nella tecnica, e cioè come dobbiamo comportarci con il cane, come dobbiamo approcciarci a lui e gli atteggiamenti che dobbiamo avere".