Impeachment Trump, via libera da commissione Camera

webinfo@adnkronos.com

La commissione Giustizia della Camera dei deputati Usa ha approvato la risoluzione contenente i due articoli di impeachment del presidente Donald Trump. In due votazioni successive, sono stati approvati il primo articolo, quello di abuso di potere, e poi il secondo, ostruzione al Congresso, con 23 sì democratici e 17 no repubblicani. Ora gli articoli passeranno all'aula dove, si prevede, la votazione avverrà la prossima settimana.  

Tutti i deputati repubblicani, che ieri in un lungo animato dibattito di 14 ore sono riusciti a far slittare di un giorno il voto, hanno votato contro l'impeachment. Mentre all'appello della maggioranza democratica è mancato il voto di un deputato, Ted Lieu della California, assente per malattia, secondo quanto riferito dalla Cnn.  

"La farsa disperata dell'inchiesta di impeachment della commissione Giustizia della Camera è arrivata alla sua conclusione vergognosa", ha affermato la portavoce della Casa Bianca, Stephanie Grisham, commentando il voto della commissione. "Il presidente è ansioso di avere al Senato il trattamento equo ed il giusto processo che vergognosamente gli continua ad essere negato dalla Camera", ha poi concluso la portavoce di Trump.  

I democratici "stanno volgarizzando l'impeachment, e vi dico che un giorno vi sarà un presidente democratico ed una Camera repubblicana, e sospetto che si ricorderanno di questo", è il monito con cui Trump si scaglia contro i democratici, definendo l'impeachment "una farsa".  

"E' una caccia alla streghe, una farsa, un falso, non è stato fatto nulla di sbagliato", ha detto parlando nello Studio Ovale prima dell'incontro con il presidente del Paraguay, Mario Abdo Benítez, continuando a difendere il suo operato nei confronti dell'Ucraina e ripetendo con la sua telefonata con il presidente Zelensky è stata "perfetta".  

Ai giornalisti che gli chiedevano se preferisce un processo veloce o lungo al Senato ha risposto: "Farò qualsiasi cosa, vedere non ho fatto nulla di sbagliato, quindi non importa lungo o veloce". Ma poi ha aggiunto che non gli dispiacerebbe un processo lungo se questo significa poter chiamare più testimoni. "Non mi dispiacerebbe un processo perché vorrei vedere il whistleblower, che è una frode", ha detto riferendosi al funzionario di intelligence, la cui identità è protetta, che con la sua denuncia al Congresso ha avviato il Kievgate.