Imprenditori Padova-Treviso: uno su due boccia il Governo -2-

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Padova, 31 lug. (askanews) - Sono i risultati del sondaggio di opinione sull'"Italia nel quadro globale e le azioni per la competitività" condotto da Assindustria Venetocentro, in collaborazione con Fondazione Nord Est, dal 20 giugno al 20 luglio su un campione di 530 imprenditori delle province di Padova e Treviso.

Sulle tre priorità realistiche (in ordine di importanza) per uno «choc competitivo» che scuota l'Italia dal torpore (e quindi per la prossima manovra), pochi dubbi da parte degli imprenditori. Anzi, nessuno. Per il 42,9% la prima (con distacco) è "ridurre il cuneo fiscale e contributivo sul lavoro", indicata inoltre come seconda priorità dal 21,1% e come terza dal 12,6%. Seconda in ordine di priorità è "ridurre la spesa pubblica", in cima per il 14,7% (seconda per il 16%, terza per il 14,5). Conquista il podio come terza azione prioritaria "investire in istruzione, formazione, innovazione, R&S", indicata come prima leva competitiva dal 12,3% (seconda e terza rispettivamente dal 19,3 e dal 17%). Solo ai piedi del podio invece la "riduzione del carico fiscale su tutti i contribuenti indipendentemente dal livello di reddito" (flat tax), priorità numero uno per il 9,9% (seconda per il 14,7, terza per l'8,9). Tra le riforme istituzionali più che economiche, "realizzare condizioni di maggiore autonomia per le Regioni che lo chiedono" è dal primo al terzo posto tra le priorità per la competitività dell'Italia per un quarto degli imprenditori (24,8%). Freddezza invece sulla "introduzione del salario minimo" (il maggior costo per le imprese è stimato in 6,7 miliardi), indicata tra le prime tre priorità solo dal 7,1%.

Quanto alle sfide globali o fattori di instabilità che preoccupano gli imprenditori per gli effetti negativi sul contesto economico e le performance aziendali, fra tutti spicca "l'eventuale esplosione di una crisi del debito in Italia", primo timore per il 50,2% (secondo per il 19,3%, terzo per il 13,5). Seguono, a distanza, l'instabilità dell'Ue dopo le ultime elezioni per il 16% (secondo e terzo fattore di instabilità per il 28 e il 21,8%) e le conseguenze della Trumpnomics, il protezionismo commerciale americano per il 15,7% (secondo per il 21,7, terzo per il 19,1). Tra i maggiori timori anche l'egemonia economica cinese. Sembra preoccupare di meno l'aggravarsi delle tensioni Usa-Iran e ancor meno, in chiave globale, il tema dei migranti e del controllo delle frontiere.