Imprese e crisi: resisteranno solo gli imprenditori con doti relazionali che sapranno adattarsi

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imprese e crisi
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Il Covid ha avuto sulle imprese un impatto devastante, trasformando un’emergenza sanitaria in una crisi economica di cui ancora non conosciamo le reali conseguenze. Un evento epocale come una pandemia cambia completamente le regole del gioco. È in dubbio che può farcela solo chi sarà in grado velocemente di adattarsi al nuovo paradigma che si sta delineando. La sfida è anche intuire prima dove tale sistema condurrà.

L’imprenditore è chiamato a ricoprire un ruolo di grande responsabilità per la sua azienda e per l’intera società. Al momento, questa è la nuova “normalità” ed è fondamentale, quindi, cercare di governare le variabili endogene al suo sistema impresa, purtroppo o per fortuna, le regole precedenti con le quali si faceva business non valgono più.

Questa situazione ha portato un forte malessere in molti, in particolare a livello manageriale, secondo una ricerca condotta su 500 manager che ho svolto con il Centro Studi Performance di 4 MAN Consulting, società di consulenza aziendale specializzata in performance management, chi è a capo di un’azienda soffre di un grande senso di solitudine e isolamento al quale si aggiunge la consapevolezza che nelle proprie mani è anche il destino di tutti i propri collaboratori. Ma quali sono le principali caratteristiche che un imprenditore deve possedere per avere successo anche durante una crisi economica?

Esistono tre aree di competenza che normalmente vengono prese in considerazione per misurare le performance di un manager: marketing e vendita, gestione delle risorse umane, e analisi dei numeri. Molti imprenditori commettono l’errore di verticalizzarsi solo sul prodotto o servizio che vendono, sono dei grandi esperti, ma non conoscono i loro collaboratori o non riescono a comunicare in modo efficace con loro. È fondamentale, al contrario aver interesse e curiosità verso le persone. Altro elemento essenziale è la capacità di saper leggere e interpretare i numeri attraverso i quali poter eventualmente modificare le proprie strategie.

Ci sono due momenti che l’imprenditore spesso si trova a vivere: se osservando i numeri del fatturato, si osserva che l’azienda sta andando bene, sarà necessario iniziare a spostare il focus su sistemi di investimento, avere delle piccole variabili in termini di percentuali che abbattono i costi fissi, in modo da spostare su costi variabili una parte di quello che è il volume d’affari. Al contrario, se l’azienda non sta andando bene, significa che il modello di business concepito è in difficoltà e quindi è importante agire e cercare di innovare, ma se non si è mai investito in formazione, in un momento del genere, si crea la selezione naturale. Necessario innovare e avere una leadership sulla gestione del personale e dei fornitori, così come è essenziale la cura dei rapporti con le banche e con i clienti. Maggiore è la mia capacità relazionale e maggiori saranno i risultati.

Come consulente e come formatore mi è capitato di lavorare e confrontarmi con imprenditori che avevano un approccio statico e tendenzialmente accentratore, rischiando, purtroppo situazioni di delirio di onnipotenza che ostacolano la crescita della stessa azienda. L’imprenditore deve saper delegare, non può avere il controllo su tutto, diventa lui stesso un collo di bottiglia per l’azienda che non cresce a causa di questo comportamento.

L’imprenditore deve tenere per sé le competenze che portano un enorme valore aggiunto e che costituiscono il nucleo del lavoro imprenditoriale, mentre il resto della struttura aziendale deve funzionare grazie a collaboratori consapevoli e competenti. Per fare questo è fondamentale la formazione del personale e la gratificazione, elementi che porteranno più facilmente all’autonomia delle risorse impiegate all’interno dell’azienda.

Ricapitolando i grandi valori da tenere presente oggi, più che mai sono: la flessibilità, la capacità di ascolto e la visione, ovvero la capacità di osservare quello che sarà, fondamentale anche l’attività di talent scouting dello staff interno e dei consulenti che possono portare un valore aggiunto, un processo che deve essere integrato all’interno delle politiche aziendali.