Imprese e sviluppo sostenibile, sei raccomandazioni per il Green Reporting

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Da un maggiore spazio alle tematiche ambientali alla Climate Action fino alla Circular Economy: sono sei le 'raccomandazioni per il Green Reporting' presentate dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile nel corso dell’evento 'La green economy nel reporting non finanziario', organizzato con il supporto di Itelyum, player italiano nell’economia circolare, e in partnership con il Global Compact Network Italia.  

Le raccomandazioni, finalizzate a fare del reporting uno strumento di strategia e non solo di comunicazione, sono frutto di una riflessione sui risultati dell’indagine svolta dalla Fondazione per valutare le modalità e la qualità con cui gli aspetti ambientali vengono trattati nelle Dichiarazioni Non Finanziarie (Dnf) delle imprese italiane. L’indagine ha interessato 130 imprese delle oltre 200 obbligate a rendicontare informazioni non finanziarie nel rispetto del D.Lgs. 254 del 2016. 

Le Dnf delle imprese del campione sono state analizzate sulla base di una griglia di 86 indicatori chiave, con un focus dal punto di vista della green economy toccando i temi del cambiamento climatico, dell’economia circolare, del capitale naturale e della biodiversità.  

Per il 68% delle imprese il cambiamento climatico è un tema strategicamente rilevante, e il 92% rendiconta regolarmente le proprie emissioni di gas serra. Ma solo il 17% riporta un target di riduzione delle emissioni e ancora meno, il 5%, adotta un target in linea con gli impegni dell’Accordo di Parigi.  

Inoltre solo il 21% delle imprese rendiconta con chiarezza sugli investimenti effettuati per miglioramenti ambientali e meno di un’impresa su dieci (8%) riporta gli impatti ambientali connessi all’utilizzo dei propri prodotti.  

In ottica di economia circolare solo l’11% delle imprese rendicontano interventi di miglioramento della performance di circolarità a partire dal design del prodotto o sul proprio modello di business. Sono invece il 28% le imprese che rendicontano le percentuali di approvvigionamento di materia prima riciclata e il 31% quelle che descrivono le azioni tese al ridurre l’utilizzo di materia prima vergine.  

Nonostante il tema della biodiversità sia toccato dal 45% dei report analizzati, appena il 12% delle imprese lo considera materiale. E solo l’8% delle imprese effettua la rendicontazione dei propri potenziali fattori di impatto sul contesto ambientale e della loro relazione con la biodiversità.  

Le sei raccomandazioni rappresentano dei suggerimenti per un Green Reporting e per sopperire alle principali criticità emerse dall’indagine. Eccole: dare più spazio alle tematiche ambientali: Planet first; dal processo al prodotto: mettere al centro la qualità ambientale dei beni e servizi; obiettivi e target: misurare le proprie performance ambientali; Climate Action: misurare e ridurre la carbon footprint di processo e di prodotto; Circular Economy: orientare il modello di business in chiave circolare; capitale naturale e biodiversità: un nuovo patto tra imprese e territorio. 

"La transizione alla green economy richiede il pieno coinvolgimento del mondo delle imprese - dichiara Edo Ronchi, presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile - Questo necessariamente richiede agli imprenditori di innovare approcci e strumenti, inclusi quelli legati alla rendicontazione non finanziaria. Con questa indagine abbiamo voluto verificare il livello raggiunto dagli attuali strumenti di rendicontazione in relazione ai criteri e agli obiettivi di green economy. Ne sono scaturite 6 raccomandazioni che mi auguro possano essere utili alle imprese per trasformare il reporting in un efficace strumento di orientamento strategico e di innovazione green dei propri modelli di business".  

"Gradualmente l'opinione pubblica e le imprese hanno cominciato ad intraprendere delle iniziative sul fronte ambientale in modo serio e concreto. E' chiaro che si parte da lontano: da un'economia basata sull'utilizzo prevalente di idrocarburi mentre ci stiamo proiettando verso un'economia basata sulle rinnovabili, sul rispetto ambientale e su concetti diversi rispetto al passato", rimarca Paolo Tomasi, presidente del Conou, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati.  

"Sempre meno timidamente le aziende si stanno preparando al futuro e la rendicontazione di ciò che stanno facendo non solo sotto il profilo economico ma anche nel rispetto dell'ambiente e nelle prospettive sempre più ambientaliste è un dato molto confortante. Da parte nostra siamo stati tra i fautori di questo esempio cominciando già dal 2000, quasi 20 anni fa, a fare un documento su cosa stavamo facendo per ridurre l'impatto sull'ambiente in termini di salvaguardia per quanto riguarda un rifiuto pericoloso come l'olio usato", conclude Tomasi.  

"E’ necessario applicare al green reporting indicatori omogenei per poter misurare l’operato non solo della singola azienda ma anche di gruppi di imprese come avviene nella rendicontazione finanziaria - osserva Antonio Lazzarinetti, presidente di Itelyum - Ciò consentirà di misurare le performance di settori omogenei, nell’industria manifatturiera e in quella dei servizi, e di fornire alle istituzioni elementi preziosi per lo sviluppo di politiche industriali orientate alla sostenibilità".  

"La sostenibilità sta acquisendo rapidamente rilevanza strategica e il tema dell’accountability è in una fase di evoluzione ben descritta nell’analisi svolta dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che si è in particolare concentrata sulla dimensione ambientale. Le imprese sono infatti chiamate, anche dal mondo della finanza, a fornire una rappresentazione sempre più rigorosa del loro contributo alle sfide globali che l’Agenda 2030 ha tracciato", sottolinea Marco Frey, presidente della Fondazione Global Compact Italia.  

"Il business model di Cdp è da sempre caratterizzato da una dimensione di circolarità attraverso la quale il risparmio dei cittadini viene investito per lo sviluppo sostenibile del territorio. Con il nuovo piano industriale la dimensione degli impatti green è al centro dell’orizzonte strategico con l’obiettivo di far crescere il peso di questi investimenti fini al 15% delle risorse mobilitate nel prossimo triennio", dice Simona Melchiorri, Sustainability Officer Cassa Depositi e Prestiti. 

  • "Auto faceva inversione", Paragone racconta incidente
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    "Auto faceva inversione", Paragone racconta incidente

    A Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, il senatore del Gruppo Misto Gianluigi Paragone oggi ha raccontato com'è avvenuto l'incidente che ha avuto ieri in scooter, a causa del quale è stato ricoverato in ospedale con il codice rosso. “Per fortuna sono appena arrivato a casa, mi hanno dimesso poco fa dandomi degli antidolorifici”, ha spiegato Paragone.  “Ero in motorino all'altezza delle piscine del Coni (a Roma, vicino allo stadio Olimpico, ndr). Una signora ha fatto inversione a 'u' per passare all'altra carreggiata e io le sono andato addosso, ho preso lo sportello, rompendogli il vetro, tagliandomi la mano e facendomi male un po' dappertutto”. Si è accorto di quanto stava accadendo? “Si, sono rimasto sempre vigile ma mi ero preoccupato perché avevo un taglio vistoso sul dito della mano, perdevo molto sangue. E in più avevo dolori forti alle ginocchia, che non riesco a flettere”, ha spiegato a Rai Radio1 il senatore.  Si è fratturato qualcosa? “Fortunatamente no. Ho fatto anche una Tac ma non ho avuto problemi”. Subito dopo l'incidente alcuni media segnalavano che lei non era in pericolo di vita, lasciando immaginare tuttavia una situazione seria. “A me è venuto un colpo, non riuscivo ad avvisarli perché non potevo nemmeno rispondere al telefono, stavo facendo la Tac”. Ha avuto paura? “No, perché avevo capito che l'altra macchina poteva fare qualcosa di strano, quindi sono stato prudente e ho rallentato, alla fine sarò stato sui 40km/h”.  I suoi colleghi l'hanno cercata per sincerarsi delle sue condizioni? “Mi hanno mandato tutti dei messaggi: da Conte a Renzi a Salvini. Sono stati tutti molto carini” Chi la sta assistendo in casa? “Un mio amico, un collega giornalista”. E il suo scooter in che condizioni è ? “Non so dove sia, lo hanno portato via subito”, ha spiegato Paragone a Un Giorno da Pecora.

  • Seconda ondata, Zangrillo: "Come la neve a Milano"
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    Seconda ondata, Zangrillo: "Come la neve a Milano"

    "Sarebbe come prevedere che a Milano nevicherà il giorno di Sant'Ambrogio"

  • Serena Grandi: "Mi hanno rovinato la vita, mia grande bellezza è svanita''
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    Serena Grandi: "Mi hanno rovinato la vita, mia grande bellezza è svanita''

    (di Alisa Toaff) "Mi hanno rovinato la vita, la mia grande bellezza è svanita''. Serena Grani ospite oggi a 'I Fatti Vostri' torna a parlare del suo tumore al seno. E rivela: "Volevo fare e ho fatto un intervento estetico alla pancia perché dopo una gravidanza importante volevo sistemarla un po' -ha detto l'attrice- poi hanno deciso di fare un lifting al seno ritardando così la diagnosi perché quando hanno aperto non c'era un fiore ma un carcinoma di 5 centimetri di cui non sapevo nulla. "Erano loro che dovevano saperlo e vederlo non io -ha detto la Grandi- io faccio l’attrice. Nonostante la mia prevenzione, faccio esami ogni anno, non era apparso questo problema e così ho deciso di affidarmi all'avvocato Bruno Sgromo per tutelarmi e ne sono felice''. L'ex regina della commedia sexy degli anni Ottanta e Novanta spiega poi che chi le ha fatto l’intervento al seno che era ''un po' sceso'', ha sottolineato, ha aperto e richiuso ma ''il grasso non scendeva perché c’era il carcinoma che spingeva su''."C'è stata una mancata diagnosi con un ritardo di undici mesi - spiega il legale all'Adnkronos - Lei è andata è andata a fare un intervento di chirurgia estetica che incideva su 5 siti chirurgici ma non hanno fatto degli accertamenti diagnostici preoperatori che solitamente vanno fatti in queste situazioni. Se li avessero fatti si sarebbero accorti che aveva una massa tumorale. L'ha scoperto (Serena Grandi, ndr) undici mesi dopo quando si è recata all'ospedale a Sant'Arcangelo di Romagna a fare un controllo e le dissero che aveva una tumefazione, peraltro al terzo stadio''.  All'ospedale, prosegue il legale, ''sono immediatamente intervenuti, hanno asportato il seno con un intervento molto invasivo: asportazione totale della mammella fino alle ghiandole ascellari. Ora si spera che abbia risolto perché c'è sempre il pericolo di una recidiva''. Da un punto di vista legale "andremo a richiedere il risarcimento del danno che è stato valutato biologico, poi c'è il danno psichico, la perdita di capacità lavorativa generica e il danno estetico che incide tanto per chi lavora nel mondo dello spettacolo''. ''A breve depositeremo gli atti, sono state fatte varie relazioni, ha partecipato un medico legale, un chirurgo, più medici specialisti perché abbiamo voluto fare le cose per bene. La denuncia penale la Grandi non l'ha voluta fare quindi abbiamo chiesto il risarcimento dei danni'', tiene a precisare l'avvocato della Grandi.

  • Il racconto del principe Carlo: "Virus? Orribile, io fortunato"
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    Il racconto del principe Carlo: "Virus? Orribile, io fortunato"

    Il 71enne è stato colpito da una forma lieve di coronavirus ed è tornato alla vita di prima

  • Anna Tatangelo, lo scatto che fa impazzire i fan
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    Anna Tatangelo, lo scatto che fa impazzire i fan

    Anna Tatangelo ha pubblicato sul suo profilo Instagram uno scatto che ha fatto letteralmente impazzire i fan.

  • Meteo, Italia nella morsa di temporali e grandine
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    Meteo, Italia nella morsa di temporali e grandine

    Nei prossimi giorni un vortice ciclonico in discesa dal Nord Europa invierà una serie di fronti perturbati che inseriranno l’Italia in un lungo periodo di instabilità. La fase di maltempo più intensa è attesa tra giovedì 4 e venerdì 5 giugno. Il team del sito www.iLMeteo.it avverte che giovedì 4 una violenta perturbazione atlantica determinerà una forte fase perturbata sulle regioni del Nord e in estensione a quelle del Centro entro venerdì.  Rovesci, temporali e grandinate (anche di notevoli dimensioni) si accaniranno soprattutto su Liguria centro-orientale, Lombardia e Triveneto. Su queste regioni sono attesi anche dei nubifragi. Entro sera il maltempo si porterà sulla Toscana e in nottata scenderà su Lazio, Campania e resto del Sud. Venerdì la perturbazione scaricherà il suo quantitativo di pioggia su Lazio, Campania, Calabria e Basilicata; anche su queste regioni le precipitazioni potranno assumere carattere di nubifragio, come a Roma e Napoli. Il tempo sarà instabile anche nel weekend. Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che sia sabato sia domenica altri fronti instabili punteranno le regioni settentrionali con temporali che scoppieranno soprattutto durante le ore pomeridiane e preserali. Al Centro-Sud invece l’aumento della pressione garantirà due giornate più soleggiate. In tutta questa fase le temperature saranno decisamente più fresche dove sarà piovoso (valori massimi sotto i 20°C) e miti dove ci sarà più sole (valori massimi non superiori ai 23-25°C).

  • La Marini ha scelto di sposarsi a 53 anni? La verità
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    La Marini ha scelto di sposarsi a 53 anni? La verità

    Valeria Marini ha deciso di sposare il suo fidanzato, Gianluigi Martino? Per la coppia ci sarebbero importanti novità in vista.

  • Brusaferro: "No a riuso e ricondizionamento mascherine chirurgiche"
    Salute
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    Brusaferro: "No a riuso e ricondizionamento mascherine chirurgiche"

    "Per le mascherine chirurgiche non è consigliato il riutilizzo e neppure il ricondizionamento mentre può essere preso in considerazione l’uso prolungato". Lo ha precisato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in audizione alla Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, riferendo della gestione dei rifiuti legata all’emergenza Covid-19 e sottolineando che "l’ Istituto superiore di sanità ha operato ed opera per promuovere un uso appropriato delle mascherine chirurgiche è rimane disponibile a fornire il suo contributo con campagne di sensibilizzazione alla cittadinanza. Lo slogan potrebbe essere: scegliere la mascherina appropriata per l'uso più appropriato". "Nel caso delle mascherine chirurgiche, l’orientamento è quello di considerare le attuali mascherine, prodotte con materiali diversi difficilmente sanificabili, come non lavabili e non riutilizzabili", ha ricordato. "In particolari situazioni - ha aggiunto Brusafetto - può essere necessario prendere in considerazione l’utilizzo prolungato delle mascherine chirurgiche per lo stesso utilizzatore, in quanto sembra mantengano una efficacia per un periodo di tempo che varia dalle 2 alle 6 ore".  "In merito alla possibilità di ricondizionare i dispositivi monouso (mascherine chirurgiche) per il loro riutilizzo, sono stati proposti alcuni sistemi di bonifica basati sull’utilizzo del calore secco - ha ricordato Brusaferro - che pur dimostrando l’efficacia nei confronti di alcuni virus e superando i test di performance (fit test e filtration test- maschere Ffr), presentano elementi di incertezza che necessitano ulteriori approfondimenti". Mentre sulla possibilità del lavaggio e della sanificazione da parte dell’utilizzatore "le procedure applicate non standardizzate non consentirebbero di verificarne il mantenimento delle caratteristiche di sicurezza e di performance iniziali con possibili rischi per l’utilizzatore stesso", ha chiarito il presidente dell'Iss. "Le maschere di Tipo I, come specificato nella stessa norma, dovrebbero essere utilizzate solo da pazienti e da popolazione per ridurre il rischio di diffusione dell’infezione in caso di epidemia o pandemia e non sono destinate ad essere utilizzate da operatori sanitari tantomeno in sala operatoria o in strutture ospedaliere con requisiti assimilabili - ha ribadito Brusaferro - Le maschere di Tipo II, hanno lo scopo di evitare che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi con la duplice funzione di ridurre il passaggio di saliva e particelle respiratorie verso gli altri e, al contempo, proteggere da eventuali schizzi di sangue e altri materiali potenzialmente infetti, la pelle, la bocca o il naso di chi le indossa. Come specifica la stessa norma UNI EN 14683, è un “dispositivo medico che copre la bocca e il naso fornendo una barriera per ridurre al minimo la trasmissione diretta di agenti infettivi tra il personale e il paziente”. "I materiali più utilizzati per la produzione delle mascherine attualmente sono tessuti non-tessuti (Tnt) fabbricati per coesionatura di filamenti continui di Polipropilene o Poliesteri. I risultati migliori si ottengono associando più strati sovrapposti di Tnt per sfruttare le prerogative filtranti dei filamenti più fini disposti nello strato interno, associate alle proprietà strutturali dei filamenti degli strati esterni del sandwich - ha aggiunto il presidente dell'Iss - Dal punto di vista strutturale, possono essere o meno idrorepellenti e non perfettamente aderenti al viso di chi le indossa. Sono ideate per essere monouso e si deteriorano con l’uso prolungato, se esposte all’umidità o ai sistemi standard di disinfezione (ad esempio chimici, calore, radiazioni) e inoltre, se visibilmente sporche, possono rendere difficoltoso il respiro. Pertanto, ad oggi, sulla base dei diversi materiali impiegati per lo strato filtrante, per gli elementi strutturali e per gli accessori, non è consigliato né il riutilizzo e neppure il ricondizionamento (decontaminazione per il riutilizzo) a causa della rapida degradazione già in fase d’impiego, mentre il riciclo risulta estremamente difficoltoso". "Il Robert Koch Institut della Germania non consiglia il riutilizzo delle mascherine chirurgiche monouso, poiché il riutilizzo richiede un ricondizionamento e una manipolazione in condizioni di sicurezza che se non correttamente eseguiti potrebbero aumentare il rischio di infezione - ha concluso Brusaferro - La stessa norma Uni 14683:2019 non fa alcun riferimento alla riutilizzabilità delle mascherine chirurgiche dopo l’uso né ad eventuali pratiche di pulizia-disinfezione, piuttosto, sottolinea che la mascherina chirurgica può inumidirsi facilmente con conseguente diminuzione dell’efficacia filtrante".

  • Le regole in spiaggia: distanza anche in acqua
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    Le regole in spiaggia: distanza anche in acqua

    Un metro di distanza anche in acqua, mascherine a portata di mano e niente feste. Sono le regole che l'Istituto superiore di sanità (Iss) detta per una frequentazione sicura delle spiagge nell'estate della pandemia di Covid-19.  Le indicazioni sono contenute nel 'Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus Sars-CoV-2', redatto dal Gruppo di lavoro Ambiente-Rifiuti Covid-19 in collaborazione con il ministero della Salute, l'Inail, il Coordinamento di Prevenzione della Conferenza Stato-Regioni, esperti delle Arpa e altre istituzioni. Nel report per una balneazione sicura - spiega l'Iss - sono fornite raccomandazioni per tenere sotto controllo i rischi sanitari, integrando i documenti che Inail e Conferenza Stato-Regioni avevano già pubblicato.  NORME AMBIENTALI - Le norme ambientali richiamano e rafforzano la vigilanza su eventuali scarichi illeciti di reflui nei corpi idrici (mare, fiumi, laghi), sul controllo degli impianti di depurazione e sugli scarichi da imbarcazioni. Una particolare attenzione deve essere anche indirizzata all’applicazione delle norme di controllo delle acque di balneazione. È possibile prevedere sospensione, a carattere cautelativo, della balneazione qualora i dati storici di monitoraggio segnalino l’area come interessata, direttamente o indirettamente, dalla presenza di reflui non depurati, scarichi illeciti e/o contaminazione da fosse settiche, che possono influenzare la qualità delle acque nell’area di balneazione. INDICAZIONI PER STABILIMENTI E BAGNANTI - Viene raccomandato di: prenotare l’accesso agli stabilimenti (anche online), eventualmente per fasce orarie, in modo da prevenire assembramenti, e registrare gli utenti, anche per rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi, mantenendo l’elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni, nel rispetto della normativa sulla privacy; utilizzare cartellonistica e locandine con le regole comportamentali per i fruitori delle aree di balneazione e i bagnanti per prevenire e controllare i rischi – comprensibili anche per utenti di altre nazionalità; regolamentare gli accessi e gli spostamenti sulle spiagge, anche attraverso percorsi dedicati, e disporre le attrezzature, in modo da garantire in ogni circostanza il distanziamento interpersonale; garantire distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, in ogni circostanza, anche durante la balneazione; controllare la temperatura corporea, ove possibile, del personale e dei bagnanti con interdizione di accesso se questa risulta superiore ai 37,5°C; vietare qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l’altro, attività di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet; interdire gli eventi musicali con la sola eccezione di quelli esclusivamente di 'ascolto' con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale; pulire, con regolarità almeno giornaliera, le varie superfici, gli arredi di cabine e le aree comuni e sanificare in modo regolare e frequente attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), materiali, oggetti e servizi igienici, limitando l’utilizzo di strutture (cabine docce singole, spogliatoi) per le quali non sia possibile assicurare una disinfezione intermedia tra gli utilizzi promiscui; non trattare in alcun caso spiagge, terreni, arenili o ambienti naturali con prodotti biocidi; evitare l’uso promiscuo di qualsiasi attrezzatura da spiaggia; dotare i bagnanti di disinfettanti per l’igiene delle mani; fornire disinfettanti e DPI adeguati al personale (mascherine, schermi facciali, guanti) e utilizzare obbligatoriamente DPI in caso di contatti ravvicinati con bagnanti e attività a rischio. SPIAGGE LIBERE- L’informativa e la sorveglianza, in ambienti di libero accesso, come le spiagge libere, risulta di difficile praticabilità. Pertanto, in questo ambito sono chiamati i sindaci e/o agli altri enti locali competenti a dover applicare ogni adeguata misura volta a garantire condizioni di riduzione dei rischi e, ove necessario, a definire attività di vigilanza sul rispetto delle misure da parte dei fruitori delle spiagge, a regolamentare gli accessi per consentire il distanziamento interpersonale, individuare le procedure di sanificazione delle attrezzature e delle aree comuni.  INDICAZIONI PER TUTTI - Rimangono valide le seguenti indicazioni: rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 1 metro; responsabilità di vigilanza sul distanziamento anche dei bambini; misure di igiene personale, pulizia e disinfezione frequenti delle mani; igiene respiratoria: starnutire e/o tossire in fazzoletti di carta o nel gomito; uso di mascherine quando le misure di distanziamento siano di difficile mantenimento (le mascherine dovranno essere smaltite con i rifiuti indifferenziati).

  • Coronavirus divide l'Italia in tre
    Salute
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    Coronavirus divide l'Italia in tre

    'Tre Italie' alle prese con Covid-19. A confermarlo è il secondo Rapporto prodotto dall'Istituto nazionale di statistica (Istat) e dall'Istituto superiore di sanità (Iss), che presenta un'analisi della mortalità totale e dei soggetti positivi al Covid-19 deceduti nel mese di aprile 2020 e un aggiornamento delle analisi relative al periodo gennaio-marzo. Ebbene, in Italia dall'inizio dell'epidemia (20 febbraio) fino al 25 maggio (data di aggiornamento della base dati per il rapporto) sono stati segnalati al Sistema di sorveglianza integrato 227.719 casi positivi di Covid-19 diagnosticati dai Laboratori di riferimento regionale, di cui 209.013 fino al 30 aprile. Il numero di casi di Covid-19 segnalati in Italia raggiunge il massimo nel mese di marzo, pari a 113.011, e diminuisce dal mese di aprile (94.257) e ancora più marcatamente nel mese di maggio (18.706). Come già evidenziato, "la diffusione geografica dell'epidemia di Covid-19 è eterogenea e per questo motivo le Province italiane sono state suddivise in tre classi sulla base della distribuzione dei tassi standardizzati di incidenza cumulati al 30 aprile. In particolare, la distribuzione dei tassi standardizzati è stata divisa nelle seguenti tre classi: la prima, definita a diffusione 'bassa', comprende le province con valori del tasso inferiore a 60 casi per 100mila residenti (34 province, principalmente Sud e Isole); la seconda, definita a diffusione 'media', comprende le province con valori del tasso tra i 60 e i 150 casi per 100mila residenti (32 province, in gran parte Italia Centrale); la terza classe, a diffusione 'alta', include le province con valori superiori ai 150 casi per 100mila residenti (41, in gran parte dell'Italia settentrionale). La curva epidemica evidenzia un inizio anticipato dell'epidemia nelle aree ad alta incidenza, i casi segnalati raggiungono il picco il 20 marzo 2020 (4.367) per poi diminuire costantemente. Le aree a media e bassa incidenza raggiungono il picco successivamente a quelle con alta incidenza.  Si conferma l'eterogeneità nella diffusione geografica dell'epidemia, "che risulta molto contenuta nelle Regioni del Sud e nelle Isole, mediamente più elevata in quelle del Centro rispetto al Mezzogiorno e molto elevata nelle regioni del Nord". Considerando i casi e i decessi Covid-19, il 75% dei casi segnalati e l'82% dei decessi si trovano nelle province definite a diffusione alta, il 17% dei casi e il 13% dei morti in quelle a diffusione media e rispettivamente l'8% e il 5% nelle province a diffusione bassa.

  • Il fidanzato di Stefania Pezzopane si è cancellato dai social e ha rivelato di avere dei problemi
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    Il fidanzato di Stefania Pezzopane si è cancellato dai social e ha rivelato di avere dei problemi

    Simone Coccia ha rivelato che starebbe vivendo un periodo complicato ed è tornato sui social per tranquillizzare i suoi fan.

  • Giovanna sceglierà Sammy Hassan o Davide Basolo? Le indiscrezioni
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    Giovanna sceglierà Sammy Hassan o Davide Basolo? Le indiscrezioni

    Sammy Hassan o Davide Basolo? Giovanna Abate ha finalmente fatto la sua scelta a Uomini e Donne.

  • Calabria, abrogata all’unanimità nuova legge sui vitalizi
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    Calabria, abrogata all’unanimità nuova legge sui vitalizi

    Il Consiglio regionale della Calabria, con un voto all’unanimità, ha abrogato la legge 10/XI con la quale, il 26 maggio scorso, erano state apportate, sempre all'unanimità, modifiche a due articoli della Legge Regionale 13/2019 per via delle quali sarebbe bastato un solo giorno da consigliere regionale per far sì che, se anche il politico fosse decaduto, avrebbe comunque avuto l'opportunità di maturare il "trattamento di fine mandato", che molti ritengono essere un vero e proprio vitalizio, pagando i contributi per i successivi cinque anni, così da poter godere dello stesso privilegio di chi rimane in carica per l'intera legislatura.  Dopo un dibattito di circa un’ora e mezza, dunque, l’assise regionale calabrese ha posto fine a una vicenda che era rimbalzata sullo scenario politico nazionale con prese di posizione critiche anche da parte di Luigi Di Maio e Matteo Salvini. L’annuncio che le nuove norme sarebbero state abrogate al più presto era stato dato nei giorni scorsi anche dalla governatrice Jole Santelli.

  • Codogno, riapre il Pronto Soccorso: c'è un caso sospetto
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    Codogno, riapre il Pronto Soccorso: c'è un caso sospetto

    La struttura era stata chiusa a febbraio dopo i primi casi di coronavirus, oggi la riapertura e il primo sospetto instradato in isolamento

  • Libia, Egitto a Haftar: smantellare le milizie
    Politica
    Askanews

    Libia, Egitto a Haftar: smantellare le milizie

    Lo riferisce al Arabiya che sostiene il generale della Cirenaica

  • Morte Floyd, Meghan Markle: assolutamente devastante
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    La duchessa del Sussex: la vita di George contava

  • Sardegna, ecco il modulo per entrare
    Tecnologia
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    Sardegna, ecco il modulo per entrare

    Febbre oltre 37,5? Tosse? Stanchezza? Sono alcune delle voci presenti nel modulo di registrazione che la regione Sardegna ha predisposto e pubblicato sul proprio sito in vista dell'arrivo di cittadini provenienti da altre regioni. L'obiettivo è la protezione dalla diffusione del covid-19. Il documento è stato realizzato "in base all'ordinanza del Presidente della Regione n. 27 del 2 giugno 2020" e prevede che "tutti i passeggeri in arrivo in Sardegna su linee aeree o marittime sono tenuti a registrarsi utilizzando l’apposito modulo A". Fino al 12 giugno il modulo potrà essere compilato manualmente anche a bordo e dovrà essere consegnato all’arrivo al presidio medico sanitario del porto o aeroporto che avrà cura di fornirlo ai competenti uffici regionali. Dal 13 giugno sarà possibile effettuare la registrazione on line tramite apposito modulo che sarà reso disponibile nella piattaforma SUS (Sportello unico dei servizi) e attraverso l'applicazione SardegnaSicura che si potrà scaricare dagli store per i sistemi iOS e Android. "Per i passeggeri che abbiano già richiesto e ottenuto l’autorizzazione secondo le norme previste nelle previgenti ordinanze questa si intende equipollente alla registrazione", si legge sul sito della regione. "Tutti i viaggiatori inoltre devono sottoporsi alle misurazione della temperatura corporea e compilare la scheda di ricerca di possibili pregressi infezione o contatto col Covid-19". Scorrendo il modulo, nella sezione anagrafica bisogna indicare data di nascita, residenza e un documento di riconoscimento. La sezione 'dati anamnestici' comprende 12 voci: dalla febbre alla tosse, dal mal di gola alla perdita di olfatto e gusto, chi compila il modulo deve indicare gli eventuali sintomi riconducibili al coronavirus. Quindi, la sezione dati epidemiologici relativa all'esposizione a casi accertati o sospetti di covid-19, a contatti con casi sospetti e a viaggi effettuati negli ultii 40 giorni. Il modulo comprende anche una sezione di 'tracciamento', nella quale bisogna indicare la data di arrivo in Sardegna, la città di provenienza, il mezzo di trasporto usato, la destinazione, l'alloggio, eventuali spostamenti programmati e la data di partenza dall'isola per la nuova destinazione. Chi sottoscrive il modulo "si impegna a comunicare immediatamente alle Autorità Sanitarie competenti l’insorgere, su sé stesso o su minori per cui si esercita la potestà, (di) qualunque sintomo tra quelli descritti nella presente scheda", contattando la Protezione Civile o utilizzando il numero verde sanità. Inoltre, "acconsente ad essere sottoposto a test diagnostico virologico per COVID-19 in caso di comparsa di manifestazioni cliniche compatibili con una infezione in atto". Infine, firmando il documento ci "si impegna a rispettare tutte le misure di prevenzione (uso di mascherine e distanziamento fisico) indicate a livello nazionale e regionale, nonché quelle prescritte dalla struttura ricettiva nella quale si recherà".

  • Oms: "Le mascherine da sole non bastano"
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    Oms: "Le mascherine da sole non bastano"

    "Le mascherine da sole non bastano. Devono essere usate nell'ambito di una strategia complessiva contro il coronavirus". Lo ha detto la dottoressa Maria Kherkova dell'Oms sottolineando che "la maschera è fondamentale in situazioni in cui la distanza sociale non può essere rispettata". L'Agenzia dell'Onu ha annunciato a breve l'uscita di nuove linee guida sull'uso di questi dispositivi di protezione.

  • Morgan ancora una volta contro la sua ex, figlia di Dario Argento
    Spettacolo
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    Morgan ancora una volta contro la sua ex, figlia di Dario Argento

    Morgan di nuovo contro Asia Argento: il musicista ha rivelato alcuni retroscena sulle loto liti all'interno della sua autobiografia.

  • Fase 3, in Lombardia altri 6 mln per e-learning e mutui prima casa
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    Caos procure, Palamara: "Non mi dimetto"

    "Assolutamente no. Amo la magistratura, la porto nel cuore. Conto di chiarire tutte le vicende che mi riguardano nella competente sede disciplinare. Sono stato sempre al servizio dei magistrati e intendo continuare a farlo". Luca Palamara, pm a Roma, ora sospeso, al centro della bufera che ha travolto la magistratura per effetto dell'inchiesta di Perugia, ha risposto così, ospite di Porta a Porta, alla domanda di Bruno Vespa sulla sua intenzione di dimettersi per il rischio di essere 'rimosso' dalla magistratura.  "Provo disagio e senso di angoscia non solo nei confronti delle persone comuni - continua Palamara - ma verso i tanti magistrati che ogni mattina si alzano per lavorare e sono totalmente estranei al sistema delle correnti. A tutti loro il sistema delle correnti deve chiedere scusa, a cominciare dal sottoscritto". E ancora: "Le correnti esistono dagli anni 70 è organizzazione interna che i magistrati si sono dati. Nascono come fenomeno di pluralismo culturale ma nel corso del tempo sono diventati strumenti di potere. Tutto ciò che avviene nella magistratura passa attraverso le correnti. Si va al Csm se si è indicati dalle correnti, si va all'Anm se si è indicati dalle correnti". "Nel Consiglio di cui io ero componente - ha aggiunto - ci fu una sfida, quella di mettere ai vertici degli uffici giudiziari i più meritevoli e penso che su questo l'obiettivo sia stato raggiunto".  "Formalmente - continua - c'è stato un cattivo funzionamento del trojan ma è un tema su cui spero di riuscire ad avere risposte, sul perché questo sia accaduto. Ho il massimo rispetto per l'attività degli inquirenti ma constato i fatti, che dicono che ci sono state anomalie sia nel funzionamento del trojan sia in una sorta di intermittenza del trojan stesso". "Questo è tema oggetto delle riflessioni difensive, perché sia stato inserito solo al presunto corrotto e non a presunti corruttori, con i quali non avevo mai avuto rapporti", ha aggiunto "Favori non ne ho mai fatti a nessuno, nella mia attività - assicura Palamara, replicando a Bruno Vespa che aveva fatto riferimento a un suo presunto favore a Matteo Renzi sull'archiviazione di una pratica a carico del procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, che aveva indagato su Banca Etruria e aveva una collaborazione col governo - sono sempre stato indipendente: ho incontrato esponenti della politica delle istituzioni, perché nella mia attività alla guida dell'Anm ho avuto contatti con tutti". "Ritenevo che il lavoro di Rossi andasse tutelato - ha spiegato -. Sono sempre stato al servizio delle istanze dei colleghi"

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