Imprese: Federmanager, cercasi manager per gestione beni sequestrati a mafie

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Roma, 8 lug. (Labitalia) – Un percorso formativo di qualità destinato ai manager che vogliono dare un contributo professionale alla gestione, al recupero e al rilancio delle attività sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata. Secondo Eurojust, che solo nel 2020 ha coordinato circa 8.800 indagini transfrontaliere, è di circa 1,9 miliardi di euro il valore complessivo recuperato con il sequestro o congelamento di beni. Con l’obiettivo di formare in un anno 40 professionisti esperti di diritto, economia e cultura aziendale, il bando 'Liberi dalle mafie' istituisce il corso di alta formazione in 'Amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità e alle mafie', riservato ai manager iscritti alla Federazione. 'Liberi dalle mafie' rappresenta il primo atto dell’intesa sottoscritta da Federmanager con Liberare Maria dalle Mafie – dipartimento di analisi, studi e monitoraggio dei fenomeni criminali e mafiosi della Pontificia accademia mariana internazionale, e con la Pontificia università Antonianum.

"Il mondo dell’impresa e del management – ha spiegato Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager – deve porsi quale promotore di alternative alla criminalità. E' importante quindi che i beni confiscati continuino a creare occupazione e indotto sul territorio dove operano. Il fallimento di un’impresa sequestrata è un fallimento per tutti e noi vogliamo evitarlo, offrendo alla collettività le migliori capacità e competenze manageriali necessarie all’importante azione di gestione e recupero dei beni e delle attività sequestrate alle organizzazioni criminali". 'Liberi dalle mafie' è aperto a tutti i manager che, in possesso di requisiti specifici, inviano la candidatura entro il 30 luglio ed eroga gratuitamente 192 ore di formazione online, con lezioni tenute da magistrati, prefetti e docenti universitari provenienti dalle più alte istituzioni e magistrature della Repubblica.

Esiste in Italia una profonda asimmetria tra una minoranza di beni immobili o imprese destinati, ovvero che hanno terminato l’iter giudiziario e amministrativo, e la maggioranza di quelli 'in gestione', che quindi sono ancora in fase di sequestro/confisca e non sono ancora stati assegnati. L’iniziativa punta soprattutto a risolvere uno dei nodi relativi alla fase successiva a quella di assegnazione: solo una bassissima quota di aziende, infatti, continua l’attività economica dopo la destinazione d’uso. In Italia, a marzo 2021, il totale di imprese e beni destinati era di 1.482. Di questi, il 94.26% non riusciva a sopravvivere ed è stato liquidato. "Giustizia, libertà, onestà e solidarietà – ha concluso Cuzzilla – sono i valori guida per noi manager. Come donne e uomini d’impresa, ci mettiamo al servizio di un percorso comune avviato con la Pontificia accademia mariana internazionale e la Pontificia università Antonianum per rafforzare il patto sociale che ci lega tutti e contribuire a un’economia più giusta e più competitiva".

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