Imprese italiane in Gb: "Incertezza Brexit ma pronte a sfida"

webinfo@adnkronos.com

di Maria Cristina Vicario  

La prospettiva della Brexit provoca incertezza, ma la Camera di Commercio italiana si sta preparando alla "sfida" per sostenere chi vorrà andare a lavorare o investire in Gran Bretagna anche dopo l'uscita dalla Gran Bretagna dalla Ue. Lo ha detto all'Adnkronos, Alessandro Belluzzo, che della Camera di Commercio è diventato presidente in giugno.  

"C'è incertezza anche perché la Brexit non è ancora avvenuta sul piano tecnico e legale, ma gli effetti sociali si fanno già sentire, anche nella comunità italiana. C'è chi è ritornato in patria, arrivano meno persone. Ma il flusso in arrivo continua, però con persone più determinate e preparate, più organizzate", spiega Belluzzo. "Riceviamo -aggiunge - richieste di persone che ci domandano cosa succederà, l'incertezza fa da padrona e non abbiamo ancora risposte. Sono più le richieste di questo tipo, che le aziende che vengono ad investire, perché l'incertezza non aiuta". 

"Il messaggio - dichiara Belluzzo - è che è al momento è meglio esserci che non esserci, perché non sappiamo le condizioni di accesso al mercato nel futuro". "Probabilmente - ragiona - ci saranno delle condizioni più rigide e più simili ad altri paesi con una immigrazione controllata come gli Stati Uniti, la Svizzera. Bisognerà essere preparati per venire a investire o a lavorare in Gran Bretagna. E noi come Camera di Commercio ci stiamo attivando per essere il punto di riferimento per chi vuole venire a fare un lavoro qualificato in Inghilterra offrendo i servizi di assistenza necessari per chi vuole fare domanda di lavoro o vuole investire". 

Secondo Belluzzo, nella Gran Bretagna post Brexit "ci sarà un'immigrazione più controllata, ma cercheranno i talenti e sicuramente ci saranno agevolazioni in questo senso". "Ci sono alcuni settori come il bio tech o l'energia che stanno 'esplodendo' a Londra, non è vero che c'è o ci sarà crisi ovunque per la Brexit", nota Belluzzo, che però ricorda come vi siano differenze fra Londra e il resto del Regno Unito. E che rileva come potrebbero esservi problemi per il settore della ristorazione, dove servono anche lavori meno qualificati, così come per gli studenti che magari vogliono fare un lavoretto per mantenersi.  

"Nostro compito come Camera di Commercio sarà di monitorare prima i segnali e di preparare chi vuole venire in Inghilterra a lavorare o investire, per farlo nel modo migliore sul base del tipo di Brexit che ci sarà", rimarca Belluzzo. Ed è un compito, spiega, che viene preparato anche con un lavoro a livello di 'sistema Italia', con l'ambasciata, l'Ice e il consolato, così come attraverso i contatti con le altre camere di Commercio dei paesi europei.