Imprese: Lagarde, 'risolutamente a favore quote rosa, servirebbero 140 anni per parità'

·2 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Parigi, 18 mar. (Adnkronos) – "Ho completamente cambiato il mio approccio rispetto alla quote rosa" e ora "sono risolutamente favorevole alle quote rosa o ai target" per favorire l'ingresso delle donne. Ad affermarlo nel corso di un'audizione all'Assemblée Nationale francese nell'ambito della missione di informazione sull'uguaglianza economica e professionale è il presidente della Bce, Christine Lagarde sottolineando che senza "ci vorrebbero 140 anni per arrivare a una parità" tra uomini e donne nelle aziende.

"Ho completamento cambiato il mio parere sulle quote rose. Quando ho iniziato la mia carriera alla fine degli anni 70 – spiega Lagarde ai deputati francesi – ero convinta che le donne avrebbero progredito in base alla meritocrazia e che avrebbero trovato il loro posto. Non ho avuto bisogno di aspettare troppo per capire che non sarebbe accaduto: quando guardavo intorno a me, in un grande studio di avvocati internazionale, mi sono accorto che erano soci solo il 6% delle donne. Facendo un rapido calcolo ho pensato che sarebbe stato necessario 140 anni per arrivare alla parità", spiega Lagarde. Per il presidente della Bce "bisogna iniziare con degli incentivi e poi arrivare a cose più costringenti" per arrivare a un risultato. "Servono anche meccanismi per verificare se gli impegni sono mantenuti", aggiunge Lagarde.

Con l'emergenza covid, sottolinea Lagarde, "le donne sono state più colpite rispetto agli uomini in termini di occupazione ma anche di salario. Secondo alcuni dati nella fascia d'età 18-34 anni l'11% delle donne ha perso il lavoro contro il 9% degli uomini. Quanto ai salari anche se è ancora presto per avere dei dati certi, le donne hanno perso maggiormente in retribuzioni rispetto agli uomini perché hanno dovuto prendere in carico i figli e far fronte a un certo numero di obblighi famigliari e quindi lavorando di meno hanno avuto una retribuzione inferiore". Il presidente della Bce ha osservato infine che "solo il 7,5% dei dirigenti nelle società quotate in borsa in Europa sono donne".