Imprese a rischio: un indicatore su 5 già superato per il 40%

Imprese a rischio: un indicatore su 5 già superato per il 40%

Milano, 22 nov. (askanews) – Il 40 per cento delle aziende italiane ha almeno un indicatore di rischio – sui cinque previsti dalla nuova legge sulla Crisi di impresa – già superato, mentre circa l’8 per cento delle imprese – per un totale di 285.000 addetti e 33 miliardi di fatturato complessivo – ha un capitale al di sotto dei 10 mila euro euro. Sono alcuni riscontri emersi da una ricerca svolta dalla Commissione Finanza e Controllo di Gestione dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili Milano su un campione nazionale di oltre 500 mila imprese. Sono dati che evidenziano criticità importanti per il tessuto produttivo da affrontare con rapidità e concretezza, ma dinanzi alle quali molte imprese appaiono impreparate.

Marcella Caradonna, presidente dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Milano commenta così i risultati dell’indagine.

“Credo che la legge di per sé abbia delle ragioni assolutamente condivisibili, perché si fonda sull’emersione della crisi in forma anticipata per poter aiutare le aziende. Ma in realtà quello che ci preoccupa è la contestualizzazione di questa norma in questo momento di crisi, soprattutto per le micro e piccole imprese – commenta Marcella Caradonna, presidente dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Milano – Devo dire che, da una parte, i risultati attestano l’esigenza di un affiancamento per le imprese che non possono essere lasciate sole e, dall’altra, sono stimolo di riflessione sulle modalità e tempi di introduzione di questa legge”.

I risultati dell’indagine sono stati presentati a Milano nel corso di una giornata di studio aperta a commercialisti, istituzioni e imprese. La formazione, sia per i professionisti sia per le imprese – è emerso dal dibattito – sarà una leva strategica per dare realizzazione concreta alla normativa che chiama le aziende ad attuare una vera e propria riorganizzazione amministrativa. Ma a preoccupare i professionisti è la scadenza prevista per l’entrata in vigore della legge, 15 agosto 2020

Elbano di Nuccio, presidente dell’ODCEC Bari. “E’ una scadenza molto ravvicinata non solo per le piccole e medie imprese ma ritengo anche per formare in maniera adeguata noi commercialisti – dice Elbano di Nuccio, presidente dell’ODCEC Bari – La nostra attività, soprattutto di organi di controllo, cambia radicalmente. L’approccio di controllo rispetto al soggetto economico non è più una semplice attività di controllo del concomitante, ma un’attività di controllo con una funzione di tipo prodromico. Cioè comprendere se il soggetto economico sarà in grado nel prossimo futuro di poter permanere come soggetto attivo all’interno del mercato. Per far questo bisogna acquisire una serie di competenze tecniche legate alla previsione aziendale che obiettivamente vanno trasferite in maniera capillare a tutti quanti colleghi”.

Tra i dati emersi dall’indagine dell’Odcec di Milano quello sulla sottocapitalizzazione delle imprese è particolarmente critico: mette in evidenza una debolezza strutturale di una parte importante del nostro sistema economico.

Alessandro Mattavelli, presidente della Commissione Finanza e Controllo di Gestione dell’ODCEC Milano

“Sicuramente un dato che forse non ci aspettavamo è quello della patrimonizzazione: più dell’otto per cento delle aziende italiane ha il patrimonio netto al di sotto dei minimi legali – sottolinea Alessandro Mattavelli, presidente della Commissione Finanza e Controllo di Gestione dell’Odcec Milano – Questo fattore, oltre a essere stato stigmatizzato dal documento del Consiglio nazionale, è già contenuto all’interno della nostra legge. Quindi non ci aspettavamo una situazione del genere. E questo ci fa pensare che occorre veramente un’opera di formazione delle aziende attraverso i consulenti, attraverso i commercialisti, che guidino le imprese stesse a capire l’importanza anche della patrimonializzazione, che è il primo gradino che pone il documento del Consiglio nazionale; poi si guardano i cinque indici settoriali”.

Alla giornata di confronto hanno partecipato, tra gli altri, Marco Barbieri, segretario generale Confcommercio di Milano Lodi Monza e Brianza, e Alvise Biffi, presidente della Piccola Industria, Confindustria Lombardia