In pista a 240 orari, ma non guida nessuno

Emiliano Caretti
In pista a 240 orari, ma non guida nessuno

Negli ultimi anni, la tecnologia delle auto ha fatto passi enormi, contribuendo a rendere le nostre quattro ruote molto più sicure e affidabili; una delle ultime tendenze è quella di rendere le vetture quanto più automatizzate possibili, fino a creare (in un futuro molto prossimo) l'auto in grado di guidare completamente da sola, senza interventi da parte del conducente. Un esempio delle potenzialità di questa tecnologia lo ha mostrato l'Audi, che è riuscita a far compiere alla sua RS7 Piloted Driving Concept un giro a velocità sostenuta sul mitico tracciato di Hockenhein.

Realizzata dopo la prova del Campionato DTM del 19 ottobre scorso, la performance della vettura robot dei quattro anelli è stata portata a termine senza problemi, con una velocità massima raggiunta di circa 240 Km/h e un tempo finale sul giro di tutto rispetto, di poco superiore ai due minuti; per fare un paragone, le migliori prestazioni sulla pista tedesca sono di 1’13”78 per le Formula 1 (Kimi Räikkönen con la McLaren MP4-19 nel 2004), 1’34”140 per le DTM (Augusto Farfus con la BMW M3 nel 2012) e 1’48”669 per il Campionato Europeo Turismo (Jordi Gené con la Seat Toledo Cupra nel 2004).

Questo risultato è stato reso possibile da un sistema di navigazione e di guida estremamente preciso, che si basa su un GPS avanzatissimo (in grado di posizionare la vettura sul tracciato con uno scarto di appena un centimetro) e su una fotocamera 3D: quest'ultima cattura le immagini dell'ambiente circostante e, in tempo reale, le confronta con il modello presente in memoria, così da conoscere la traiettoria seguita in pista ed eventualmente correggerla per evitare ostacoli e imperfezioni del manto stradale.

Grazie a tutta questa tecnologia, possiamo vedere la supercar dei quattro anelli inserirsi in curva e accelerare sul rettilineo con decisione e senza tentennamenti, per poi effettuare “staccate” al limite come farebbe un pilota professionista: tutto questo, sempre con la visione (per alcuni sicuramente inquietante) di un posto di guida “vuoto” e di un volante che si muove da solo: forse, in futuro lontano, dovremo abituarci a gare automobilistiche riservate a sole vetture completamente automatizzate?