Inaugurati i nuovi locali dell'Ufficio immigrazione Ispettorato Vaticano

(Adnkronos) - Taglio del nastro per i nuovi locali dell'ufficio immigrazione dell'Ispettorato vaticano, in via del Mascherino 18 a Roma. La sede rinnovata, che ora è dotata anche di una spaziosa sala d’attesa, è stata inaugurata da monsignor Nunzio Galantino, presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e dal capo dell’Ispettorato di Ps Vaticano, Luigi Carnevale, alla presenza di suor Raffaella Petrini, segretario generale del Governatorato dello Stato Città del Vaticano, Matteo Piantedosi, prefetto di Roma, Mario Della Cioppa, questore di Roma e Francesco Di Nitto, ambasciatore di Italia presso la Santa Sede. I locali sono stati messi a disposizione dall’amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. L'Ufficio, in stretta collaborazione con l'ufficio immigrazione della Questura di Roma, è preposto al rilascio dei permessi di soggiorno per religiosi e laici stranieri che chiedono di risiedere nella Capitale per vocazione religiosa o per motivi di studio.

“Siamo qui per chiedere al Signore di accompagnare con benevolenza questo servizio e non c’è da chiedere fortuna - ha detto monsignor Galantino - Ci sono degli impegni che se li prendiamo insieme funzionano, se ognuno va da sè non andiamo da nessuna parte”.

“Come Santa sede ho messo a disposizione questi locali anche perché quando passo di qui io mi vergogno e allora l’ho fatto per non vergognarmi più”, ha aggiunto riferendosi alle lunghe file che si creavano in strada davanti all’ufficio immigrazione. “È un gesto di attenzione per le tante persone che sono a Roma per studio o per servizio”, ha concluso.

“Questo ufficio esiste dal 1945 - ha detto Carnevale - In questi anni siamo andati avanti accrescendo i nostri compiti ma abbiamo avuto sempre il sostegno delle autorità vaticane, gli spazi e le necessità sono stati sempre crescenti. Anche durante la pandemia, quando ci siamo ritrovati da soli in piazza San Pietro perché non c’era l’ombra di un turista, noi abbiamo avuto un’assistenza mai vista”.

“Siamo testimoni di un lavoro di squadra - ha detto - il lavoro oscuro e silenzioso che non passa alla ribalta dei giornali che fanno questi poliziotti serve ad accrescere e a mantenere i rapporti con le autorità vaticane e a migliorare le nostre relazioni diplomatiche. L’accoglienza è la stessa per tutti, dall’ultimo degli studenti della scuola Cattolica che arriva da un paese lontano al cardinale più conosciuto. Il nostro stile è quello del sorriso grazie anche al gioco di squadra con la questura e la prefettura, con l’ambasciata italiana presso la Santa sede ma anche con gli altri colleghi delle altre forze di polizia e dei vigili urbani”.

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