Inaugurato l'anno accademico UniPa

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"E' stato un anno molto complesso. Ricordo perfettamente quei giorni di fine febbraio e inizio marzo dell’anno passato quando all’improvviso si è dovuto stravolgere tutto. Noi abbiamo rinviato di una settimana l’inizio delle lezioni del II semestre proprio per mettere a punto un nuovo sistema che era completamente nuovo e completamente diverso rispetto al passato. Devo dire fin dall’inizio il filo conduttore, l’obiettivo era quello di non lasciare nessuno indietro dei nostri studenti naturalmente e di non lasciare nulla di non fatto, ed è per questo che noi fin dall’inizio siamo partiti subito con la didattica a distanza". Lo ha detto il rettore dell'Università di Palermo Fabrizio Micari nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico, per la prima volta in streaming. Sono intervenuti anche il Direttore Generale, Antonio Romeo, il Rappresentante del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, Salvatore Granata, e la Rappresentante degli studenti, Ilenia Concetta Giardina. E ha concluso l'ex ministro Gaetano Manfredi.

"Poche settimane dopo abbiamo organizzato le prime lauree a distanza e così via - dice il rettore intervistato dalla giornalista Adnkronos Elvira Terranova- Non si è fermato mai nulla e tutto ha continuato ad andare avanti da quel momento. C’è stato uno sforzo veramente straordinario che è stato fatto da tutti, dai docenti, dal personale non docente. Tutti hanno collaborato con questo obiettivo: di non lasciare nessuno indietro. Devo dire si è davvero radicalmente cambiato tutto. Abbiamo potenziato le aule, il wi.fi., abbiamo fatto tutta una serie di azioni per facilitare la possibilità agli studenti di seguire le lezioni, per esempio abbiamo donato 3000 Tablet agli studenti in maggiori difficoltà economiche, abbiamo dato connettività".

"L’obiettivo è stato comunque quello di riuscire ad andare avanti; devo dire che le cose hanno funzionato nella misura in cui sostanzialmente il numero di laureati che noi abbiamo registrato nelle diverse sessioni del 2020, il numero di esami sostenuti, il numero di crediti acquisiti non è stato diverso rispetto all’anno precedente. Quindi davvero, non si è fermato nulla. Naturalmente poi a settembre abbiamo provato a ripartire e quindi abbiamo ripreso le lezioni in presenza; poche settimane dopo siamo dovuti tornare di nuovo a distanza però devo dire che complessivamente l’esperienza di un anno ci ha detto che in fondo come tutto il sistema universitario italiano, anche noi abbiamo dimostrato resilienza, abbiamo dimostrato quella capacità di resistere bene all’impatto, di trasformarci, di migliorarci, di imparare e comunque di andare avanti", ha aggiunto Micari.

"Un cenno lo voglio dare poi al Policlinico perché devo dire nella emergenza della pandemia, il Policlinico che è una parte della nostra Università è strettamente collegato a noi, devo dire che ha retto molto molto bene - ha detto - Il Policlinico è stato alla frontiera, un po’ in tutti gli istanti, dalla fase della diagnostica con i tamponi, alla fase della cura; si sono attrezzati di una ottantina di posti letto per il Covid, otto posti di terapia intensiva, adesso nella fase della vaccinazione; cioè devo dire il Policlinico è stato presente in tutti quanti questi momenti anche perché nella seconda parte del 2020 con la nuova Direzione strategica, col nuovo commissario straordinario, si sono fatti diversi passi in avanti importanti. Abbiamo aperto un nuovo reparto di terapia intensiva ed era da 30 anni che non si facevano nuovi reparti di terapia intensiva e si sono finalmente riattivati i locali ex IMI, dopo 12 anni che erano stati chiusi; quindi anche sul fronte dell’assistenza abbiamo retto bene, c’è stato davvero un bel contributo da parte dell’Università e del Policlinico".

Poi il rettore ha ricordato che la da "è un tema sul quale l’Università si dovrà interrogare anche nei prossimi anni, che bisogna trovare delle forme di complementarietà tra la didattica in presenza e la didattica a distanza; cancellare la didattica a distanza sarebbe sbagliato. Io penso a tante situazioni, penso agli studenti stranieri, agli studenti lavoratori, ma anche agli studenti genitori, agli studenti che sono negli ospedali, a anche agli studenti che sono nelle carceri. E allora ecco che realizzare dei meccanismi di complementarietà, che possano continuare a mantenere la didattica in presenza, ma aiutare, dare Diritto allo Studio - il tema del Diritto allo Studio garantito dalla Costituzione per noi è naturalmente fondamentale - e quindi potere continuare ad utilizzare strumenti per aiutare il Diritto allo Studio, soprattutto per quelle categorie un po’ più in difficoltà, credo che sia fondamentale".

Ha parlato anche del numero degli iscritti: "In questi anni, dal 2015, abbiamo davvero invertito la tendenza., rispetto ad una tendenza precedente che vedeva un continuo calo di iscritti, siamo riusciti ad invertirlo. Noi in questi anni, dopo cinque anni abbondanti, si possono tirare alcuni bilanci. Gli immatricolati puri, cioè i ragazzi che per la prima volta si sono iscritti all’Università, sono cresciuti del 34% dal 2015 ad oggi; percentuali alte anche per gli iscritti al primo anno, per gli iscritti regolari, cioè gli iscritti in corso; anche per gli iscritti alle magistrali - un tallone d’Achille storico che Palermo aveva era il passaggio dalle triennali alle magistrali perché molti andavano a fare le magistrali magari nei Politecnici del Nord – e invece il numero di iscritti alle magistrali addirittura è cresciuto del 44% dal 2015 ad oggi; quindi c’è stata una crescita importante, continua nel corso di tutto questo periodo".

E ha ricordato i momenti più belli del suo mandato che scade a fine anno: "Ci sono stati tanti momenti ma per me i momenti più belli sono stati i Graduation Day; noi abbiamo voluto introdurre questo sistema del festeggiamento delle lauree che non c’era. All’inizio ricordo che qualcuno lo definì una “americanata”; in realtà sono sempre stati dei momenti di grande gioia dove l’emozione negli occhi dei ragazzi era assolutamente palpabile; questo fatto di avere voluto organizzare i Graduation Day nella Città, simbolicamente ogni volta i Graduation Day sono stati dei momenti dai quali si partiva da luoghi dell’Università, dallo Steri, da Giurisprudenza, da Sant’Antonino, comunque da luoghi dell’Università e si raggiungevano luoghi della Città; è stato qualcosa, e spero di poterlo ancora fare se la pandemia ce lo consentirà ancora". Gli interventi sono stati intervallati da alcune letture di Pamela Villoresi che ha letto: Leonardo Sciascia, La Sicilia, il Suo cuore; Gesualdo Bufalino, Suasoria; Dante Alighieri, Divina Commedia, Canto XVI vv. 85-142. Con accompagnamento musicale di Mario Incudine e Antonio Vasta.