Incendio Benevento, Bonavitacola: non sono bruciate ecoballe

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Napoli, 5 ago. (askanews) - "Il programma regionale di rimozione delle ecoballe riguarda l'enorme accumulo di rifiuti domestici avvenuto fra il 2000 ed il 2009 presso siti a gestione pubblica. L'incendio di Battipaglia è avvenuto presso un impianto privato e riguarda rifiuti speciali (non domestici) accumulati nei mesi scorsi. Dire che tale incendio è conseguente alla mancata rimozione delle ecoballe è una grande balla e basta". Così in una nota il vicepresidente del Presidente della Giunta Regionale Fulvio Bonavitacola, parla dell'incendio di sabato scorso presso l'area industriale di Battipaglia, dove per il vicepresidente "si rende opportuno stabilire la verità dei fatti". "Ciò non toglie nulla alla gravità del fatto ed all'urgenza di accertare ogni responsabilità, visto che Battipaglia è stata periodicamente colpita nel recente passato da episodi analoghi. - continua - Ed occorre mettere in campo ogni azione per evitare il ripetersi di altri incendi, a partire dall'attuazione delle nuove linee guida regionali per la prevenzione e la sicurezza dei siti ove sono depositati rifiuti di qualsiasi tipologia. Unitamente al rafforzamento dei controlli e monitoraggi degli impianti interessati.

"È abbastanza miserevole il tentativo di scaricare responsabilità sulla Regione anche laddove è chiarissimo che non c'entra nulla. - spiega Bonavitacola - Ma lo scaricabarile è scorrettezza alquanto frequente nel settore delle problematiche ambientali. Ne è riprova il maldestro tentativo di attribuire alla Regione responsabilità gestionali nel dover fronteggiare il fabbisogno di destinazioni alternative dei rifiuti che non potranno essere trattati a settembre presso il Termovalorizzatore di Acerra, per il fermo previsto. La Regione ha svolto e svolgerà fino in fondo, con responsabilità, una funzione di coordinamento e supporto nei confronti di province e loro società operative, Comuni ed Enti d'ambito per superare ogni criticità. Ma va ricordato che sono gli Enti territoriali ad esercitare le funzioni gestionali del ciclo ordinario e delle sue criticità temporanee. Sorprende che il Ministro dell'Ambiente trascuri questo dato, evidenziando presunti ritardi nel coinvolgimento del governo sulla problematica del fermo di settembre del Termovalorizzatore di Acerra". "La vicenda è nota da mesi e nulla ha impedito al governo di dare un contributo per agevolare la soluzione. Al momento il contributo più significativo ricevuto dalla Regione da parte del Governo in carica è stato il taglio in finanziaria 2019 del fondo per interventi connessi al funzionamento del Termovalorizzatore di Acerra, da molti anni riconosciuto ed erogato per 25 milioni di euro annui. Questi sono i fatti. Intanto domani si chiude l'ultima gara regionale per completare la rimozione delle ecoballe e venerdì si terrà un incontro in regione con Eda e società provinciali per ultimare il piano in vista della chiusura di settembre del Termovalorizzatore. Il lavoro continua incessante, nonostante le chiacchiere e le scorrettezze" conclude.