Incendio Grenfell Tower: “Scarso addestramento per situazione estrema”

incendio Grenfell Tower

La ferita resta aperta e a distanza di due anni il dolore e la sofferenza non danno tregua. Tanta rabbia per l’incendio Grenfell Tower, il palazzo popolare di North Kensington, a Londra. Andò a fuoco nel giugno del 2017 e 72 furono le vittime. Tra le persone rimaste intrappolate, vi erano anche due ragazzi italiani, Gloria Trevisan e Marco Gottardi, giovani architetti veneti. Si indaga in un continuo rimbalzo di accuse che vede protagonisti i costruttori, gli amministratori e le aziende produttrici dei materiali del palazzo. I parenti delle vittime si appellano alla giustizia e sperano emerga presto la verità. Ora un nuovo rapporto accusa i pompieri che intervennero in quella drammatica notte del 14 giugno.

Incendio Grenfell Tower, il nuovo rapporto

La Greenfell Tower era un grattacielo popolare ai margini di Chelsea e Kensington. Il rapporto è stato stilato nell’ambito dell’inchiesta a capo della quale vi è il magistrato in pensione sir Martin Moore-Bick. I pompieri sono accusati di “gravi mancanze”. Infatti, avrebbero risposto con ritardo al numero d’emergenza, lasciando così che la situazione peggiorasse. Insufficiente anche l’addestramento per una situazione così estrema. Fatale, inoltre, sarebbe stata l’indicazione (“stay put”) di rimanere barricati negli appartamenti: una condanna a morte per coloro che si trovavano nei piani alti della struttura, come la coppia di italiani che ha perso la vita tra le fiamme.

Ai vigli del fuoco nel rapporto si riconosce il “coraggio” con cui sono intervenuti nel luogo dell’incendio. Tuttavia, oltre alle lentezze nella risposta del numero d’emergenza 999, emergerebbero altri errori e decisioni dubbie portate avanti durante l’operazione. Anche la scarsa preparazione dimostrata in una situazione di così grave emergenza sarebbe un fattore che ha contribuito a incrementare il bilancio delle vittime.