Incendio a Lesbo, Msf: "Questa non è l'Europa, è l'inferno"

red/Mgi

Roma, 30 set. (askanews) - La clinica pediatrica di Medici Senza Frontiere (MSF) all'esterno del campo di Moria, sull'isola di Lesbo, continua anche oggi ad assistere uomini, donne e bambini colpiti dall'incendio che ieri nel campo è costato la vita a una mamma e un bambino e dagli scontri che ne sono conseguiti. Abbiamo ricevuto 21 pazienti, di cui 8 codici gialli, oltre a diversi bambini e adolescenti ai quali stiamo offrendo supporto psicologico.

Questo il commento di Marco Sandrone, capo progetto di MSF a Lesbo, dove l'organizzazione gestisce la clinica pediatrica e attività per la salute mentale a Mitilene: "Siamo sconvolti dall'incendio scoppiato ieri nel campo di Moria. Le nostre équipe mediche hanno assistito fino a tarda notte le vittime degli scontri esplosi tra polizia e migranti subito dopo l'incendio. In totale abbiamo ricevuto 21 pazienti, 8 di loro siamo riusciti a stabilizzarli nella nostra clinica per poi trasferirli all'ospedale pubblico di Mitilene.

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