Incendio Milano, cause: ipotesi cortocircuito in palazzo via Antonini

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Un cortocircuito al 15esimo piano forse all’origine dell’incendio che ha divorato il palazzo di via Antonini a Milano. Oggi nella ricerca delle cause del rogo, gli inquirenti della procura di Milano sono al lavoro su diverse ipotesi, ma al momento si aspettano le relazioni tecniche prima di procedere. Per questo sono intanto arrivati da Roma gli esperti del Nucleo investigativo antincendi dei Vigili del fuoco. Anche se, come assicurato dai Vigili del fuoco, la struttura non rischia di crollare, ora si temono possibili crolli interni. La struttura esterna in metallo, invece, dovrà essere con ogni probabilità smantellata.

L’incendio si è rapidamente propagato a tutto l’edificio a causa dell’’effetto camino’, generato dallo spazio fra la struttura in cemento armato e la copertura in metallo. Un’intercapedine di alcuni centimetri in cui l’aria all’interno ha accelerato la diffusione delle fiamme, che hanno velocemente divorato la struttura esterna e l’edificio, come hanno accertato al momento gli inquirenti sul disastro avvenuto ieri nella zona Sud di Milano. Il procuratore aggiunto di Milano, Tiziana Siciliano, dopo un nuovo sopralluogo in via Antonini con i vigili del fuoco, aprirà un fascicolo con le ipotesi di disastro colposo o incendio colposo.

Intanto, non c'è pericolo di crolli. "L'edificio non rischia di cadere - fanno sapere all'Adnkronos dalla centrale operativa dei vigili del fuoco di Milano - non è stata intaccata la struttura portante, si è bruciato il rivestimento ma non c'è pericolo che crolli". "Il palazzo è ancora in fase di spegnimento - sottolineano - siamo ancora sul posto con tutte le squadre e stiamo cercando di salire i piani, che restano bollenti. Abbiamo difficoltà a salire per constatare che tutti siano effettivamente stati evacuati. Per ora siamo arrivati fino al sesto piano".

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