Incendio Milano spento, monitoraggio ridotto fino al 22 ottobre

Asa

Milano, 19 ott. (askanews) - L'incendio di via Chiasserini è stato completamente spento e le concentrazioni di diossine e furani del secondo filtro prelevato dal campionatore installato nella zona del rogo hanno confermato la classificazione tra quelli con impatto medio-basso rispetto ad eventi analoghi, come quelli di Corteolona e Bruzzano. Lo ha scritto in una nota Arpa Lombardia, agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, secondo la quale i valori si sono attestati a 6.7 picogrammi per metrocubo/teq, con un incremento rispetto al precedente campione prevedibile anche dai risultati dei monitoraggi puntuali effettuati nella stessa area. Le attività di monitoraggio proseguiranno precauzionalmente, presso la scuola via De Castelli e la caserma dei carabinieri, almeno fino al mattino di lunedì 22 ottobre.

I tecnici dell'Agenzia attribuiscono questo innalzamento, rispetto ai valori rilevati sul primo filtro e diffusi ieri, a un insieme di concause. Innanzitutto, man mano che i Vigili del Fuoco hanno proseguito con le operazioni di spegnimento dell'incendio raffreddandolo con l'acqua, la temperatura dell'incendio si è abbassata. Di conseguenza, il pennacchio più freddo, che in origine si alzava verso il cielo fino a quote rilevanti per poi disperdersi su grandi volumi, ricadeva più rapidamente al suolo e con una inevitabile minore diluizione delle sostante presenti, come già rilevato anche in occasione di altri incendi di lunga durata.

Inoltre, occorre considerare che, nell'evoluzione degli incendi di questa natura, l'impatto complessivo può modificarsi in relazione alle possibili modifiche delle procedure operative imposte dalle quantità del materiale combusto, e dalle opportunità logistiche (accessibilità in sicurezza ai focolai, disposizioni di aree di manovra dei mezzi operativi, stoccaggio dei materiali combusti di risulta). In questo caso particolare, dopo la combustione della parte più superficiale dei rifiuti andati a fuoco nelle prime fasi dell'incendio, il materiale sottostante, composto da ammassi molto compressi di rifiuti misti, ha cominciato a produrre molto fumo a causa della scarsissima circolazione di ossigeno al suo interno. Infine se nella fase iniziale dell'evento le condizioni meteo favorivano la dispersione della colonna di fumo, nei giorni successivi questa capacità è diminuita.