Incendio a Milano: verifiche su rivestimenti e sistemi anticendio

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Image from askanews web site
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Milano, 30 ago. (askanews) - L'analisi del materiale che riveste il cappotto termico, accertamenti sul corretto funzionamento del sistema anticendio e l'acqusizione di documenti sulla progettazione e soprattutto sul tipo di materiali utilizzati per la costruzione della Torre del Moro, l'edificio di 18 piani di via Antonini, alla periferia Sud di Milano, devastato da un'incendio che nel giro di pochi minuti si è propagato dal 15esimo piano all'intera facciata in particolare a causa del cosiddetto "effetto camino". Sono questi i primi passi dell'indagine diretta dalla procura di Milano e condotte dagli specialisti nel Nucleo Investigativo Antincendio dei vigili del fuoco, arrivati da Roma.

Questa mattina il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano ha effettuato un nuovo soprallugo per avere un quadro aggiornato della situazione. I riflettori degli inquirenti sono puntanti sui rivestimento dei pannelli esterni del capotto termico esterno bruciato dalle fiamme nel giro di una ventina di minuti: "Il materiale del rivestimento verrà tutto quanto esaminato. E' molto importante che venga esaminato correttamente e poi valutato anche secondo la normativa dell'epoca". Le indagini sono state affidate agli esperti del settore investigativo dei vigili del fuoco "che sono preparatissimi, hanno già prelevato dei materiali e li esamineranno". Il punto, ha precisato ancora il magistrato, è che "questo palazzo ha dieci anni, che sembrano molto pochi ma invece tante normative sono cambiate, ci sono nuove conoscenze sui materiali. Ci sono tante cose da valutare che richiederanno tempo e accuratezza".

L'indagine per disastro colposo (il fascicolo di indagine verrà formalmente aperto a breve) si preannuncia dunque lunga e complessa: l'impressione è che a causare il rogo possa essere stato un cortocircuito ma per il momento mancando riscontri quella che è soltanto una delle varie ipotesi all'esame degli inquirenti. "Qualunque ipotesi sarebbe dissennata in questo momento, ma è veramente troppo presto", ha messo in chiaro il procuratore aggiunto Siciliano. Altri approfondimenti investigativi riguarderanno invece il corretto funzionamento dei sistemi antincendio: "Al momento forse emergono delle criticità, ma devono essere ancora valutate", ha spiegato il magistrato.

La priorità ora è scongiurare il rischio di crolli interni. "Il grande calore che si è sviluppato ha distrutto le solette. La struttura nel suo insieme regge, ma le solette sono pericolanti per cui è molto pericoloso", ha chiarito ancora il pm Siciliano.

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