Incentivi: prioritario rifinanziare i bonus per evitare il crollo

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Si è svolta la conferenza congiunta "Guidare la transizione ecologica, il rilancio dell’automotive per una mobilità sostenibile" con la quale le tre associazioni di categoria dell'automotive Anfia, Federauto e Unrae hanno fatto il punto sulla situazione del mercato italiano spiegando come siano indispensabili per il settore un incentivo strutturale per il rinnovo del parco circolante privato e pubblico per il trasporto persone e merci, un piano strategico per l'automotive che in maniera olistica assicuri la sostenibilità ambientale e lo sviluppo economico della filiera e del Paese, nuovi strumenti di politica industriale, riqualificazione delle competenze e interventi finanziari a sostegno della filiera, un piano di infrastrutture per la ricarica per l'ammodernamento del Paese e la velocizzazione della transizione e una riforma fiscale sull'auto in generale e aziendale in particolare.

Partendo dal dato sulle immatricolazioni di febbraio (-12,3% su base annua) che conferma la pesante condizione in cui versa il mercato dell’automotive, si evince una situazione critica che fa presagire un drammatico ed ulteriore peggioramento quando, prevedibilmente tra fine marzo e inizio aprile, i fondi destinati agli incentivi saranno esauriti hanno spiegato i presidenti di Unrae (l’associazione delle Case automobilistiche estere) Michele Crisci, Federauto (Federazione dei concessionari auto) Adolfo De Stefani Cosentino e Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) Paolo Scudieri.

Sottolineando come i dati indicano nel 2020 una perdita di fatturato per il settore pari a 10 miliardi di euro, che per le casse dello Stato si traduce in mancate entrate in termini di IVA per 1,8 mld. Cifra alla quale nell’ipotesi pessimistica di un'ulteriore depressione del mercato, si rischia di aggiungere anche la chiusura di aziende e la perdita di migliaia di posti di lavoro con i relativi danni economici e sociali. Per questo l’auspicio è che il Governo faccia propria l’analisi sui dati sconfortanti del settore e decida di rinnovare quanto prima il sistema degli incentivi, il cui utilizzo sta dimostrando un grosso beneficio, anche in termini ambientali. Le valutazioni basate sui dati delle vendite indicano che l’incentivazione governativa nei mesi estivi è stata usata per il 60% per l’acquisto di auto "green" ed Euro 6 a fronte della rottamazione di vetture obsolete ed inquinanti.

Le misure di incentivazione in vigore fino a fine giugno si confermano indispensabili per sostenere il comparto in un momento delicato. La perdita registrata a febbraio evidenzia che il settore sta fronteggiando una situazione di oggettiva difficoltà, attenuata solamente dagli incentivi introdotti dalla Legge di bilancio 2021. È evidente come il contributo allo svecchiamento del parco auto dato dai veicoli Euro 6 di ultima generazione, anche benzina e Diesel, è nettamente prevalente rispetto a quello fornito dai veicoli a bassissime o zero emissioni, i cui numeri assoluti restano ancora marginali, sebbene in forte accelerazione in termini di crescita percentuale. Per questo è indispensabile che il Governo si affretti a rifinanziare il bonus.