Inchiesta stadio della Roma, la Procura: "La società non c'entra nulla". Pallotta: "Se si bloccano i lavori mi venite a trovare a Boston"

Huffington Post

"L'As Roma non c'entra nulla con l'inchiesta". È quanto ha precisato il procuratore aggiunto Paolo Ielo nel corso di un incontro con la stampa dopo i nove arresti legati al nuovo stadio della Roma.

Intanto arriva il commento sull'inchiesta del patron della Roma, James Pallotta: "La Roma non fatto nulla di male, siamo stati trasparenti: non vedo perché il progetto stadio si debba fermare, tutti lo vogliono e si deve andare avanti - ha spiegato -. Risolveremo tutto". "Se ho sentito Parnasi? Non credo che in cella si possano usare i telefonini".

Alla domanda su cosa possa succedere se l'inchiesta fermerà il progetto stadio, Pallotta ha risposto "Vorrà dire che verrete a trovarmi a Boston..". In passato Pallotta aveva ipotizzato la vendita della società in caso di mancata costruzione dello stadio. "Quando l'ho detto?..." si è schermito oggi, prima della battuta che lascia intendere un disimpegno. "Stamattina ho passato due ore difficili, ma ora tutto ok: risolveremo".

L'inchiesta sullo stadio della Roma che ha portato a nove arresti e che vede 27 indagati potrebbe portare allo stop dell'intero progetto modificato. Proprio ieri era scaduto il termine per presentare le osservazioni al progetto e si era fissata la scadenza per le controdeduzioni per le quali è stato dato un tempo di 30 giorni. A metà luglio sarebbe prevista la delibera col progetto variato da inviare alla Regione Lazio per l'ok definitivo. Ma ora arresti e indagini potrebbero imporre lo stop al progetto.


Continua a leggere su HuffPost