Inchiesta zone rosse, ecco le domande alle quali deve rispondere Conte

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Inchiesta Zone Rosse, ecco le domande alle quali deve rispondere Conte
Inchiesta Zone Rosse, ecco le domande alle quali deve rispondere Conte

È in corso l’audizione del premier Giuseppe Conte, sentito insieme ai ministri della Salute Roberto Speranza e dell'Interno Luciana Lamorgese, come persona informata sui fatti per la mancata zona rossa ad Alzano e Nembro. La deposizione sarà fatta davanti al pm di Bergamo Maria Cristina Rota che, poco prima delle 10, ha fatto il suo ingresso a Palazzo Chigi.

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L’inchiesta di Bergamo: in cosa consiste

La magistratura ha acceso un faro sulla vicenda per capire se ci siano o meno responsabilità penali e se il non aver isolato i due comuni, dove già dalla fine di febbraio i contagi erano cresciuti in maniera esponenziale, sia stata una delle cause che ha portato all'alto numero di morti in Val Seriana e nelle sue Rsa, altro tema di indagine assieme a quello del caso dell'ospedale di Alzano.

I pm di Bergamo intendono ricostruire passo a passo cosa è accaduto esattamente dal 3 al 7 marzo, quando poi l'esecutivo ha deciso di trasformare l'intera Lombardia e altre 14 province in Zona Rossa.

Come mai non fu ascoltato il parere del Comitato tecnico scientifico?

Risale al 5 marzo la nota scritta del Cts, Comitato Tecnico Scientifico, in seguito alla richiesta di un parere da parte di Palazzo Chigi. “Pur riscontrandosi un andamento della curva epidemiologica simile ad altri Comuni della Regione Lombardia - aveva scritto il Cts -, i dati in possesso rendono opportuna l’adozione di un provvedimento per inserire Alzano Lombardo e Nembro nella 'zona rossa'". Tra gli esperti che hanno redatto la nota, figura anche il nome di Walter Ricciardi, oltre a quello di Silvio Brusaferro.

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Cosa accadde dopo le dichiarazioni di Brusaferro?

Ai magistrati, come riporta il Corriere della Sera, Conte dovrà chiarire che cosa accadde a Palazzo Chigi dopo le dichiarazioni di Silvio Brusaferro. l presidente dell’Iss, infatti, aveva suggerito di far diventare zona rossa i due comuni di Alzano Lombardo e Nembro, mentre la posizione del governo sarebbe stata quella di aspettare fino a far diventare zona rossa tutta la Lombardia e poi l’Italia intera.

Il presidente dell'istituto superiore di Sanità è stato già ascoltato dal pool di magistrati guidati dal Procuratore facente funzione Maria Cristina Rota.

Perché ai militari già “pronti” non fu dato l’ordine di intervenire?

Tra il 5 e il 9 marzo, come riporta il Giornale, quasi 400 uomini tra carabinieri, polizia, guardia di finanza ed esercito vennero mobilitati e inviati sul posto per intervenire e trasformare Alzano Lombardo e Nembro in zona rossa. Mancava soltanto l'ordine definitivo dei superiori e, nel frattempo, il numero di contagi continuava a salire. Quell’ordine, però, non sarebbe mai arrivato.

Come ha raccontato una fonte al Giornale, "stavano già predisponendo le transenne” ma il blocco "non viene mai attivato". “Alle 21.30, dopo una giornata di attesa, non arrivando disposizioni, ci dicono di rientrare - ha raccontato un militare a Repubblica -. Ognuno nelle proprie caserme. Ma ci ordinano di restare pronti, eventualmente, per la mattina dopo". Tutti i 400 militari, tuttavia, resteranno nelle stanze di hotel fino a lunedì 9 marzo, quando l'Italia intera diventerà una zona protetta.

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