Incidente Frecciarossa: sulla stessa tratta tragedia analoga nel 1997

incidente-frecciarossa-lodi

L’incidente al Frecciarossa avvenuto in provincia di Lodi nella mattinata del 6 febbraio non è purtroppo il primo che avviene su quella specifica tratta della linea Milano-Bologna, essendo stato preceduto di ben 23 anni da un analogo deragliamento che accadde nel 1997: la cosiddetta strage del Pendolino. Il 12 gennaio di quell’anno infatti un treno proveniente da Milano deragliò nei pressi della stazione di Piacenza, pochi chilometri dopo il luogo dell’incidente ferroviario di giovedì 6, provocando 8 morti e 36 feriti.

Incidente Frecciarossa a Lodi, il precedente nel 1997

A circa 25 chilometri a sud dalla stazione di Livraga (dove è deragliato il Frecciarossa 1000 causando la morte dei due macchinisti a bordo) avvenne un analogo incidente ferroviario nel 1997, quando un Pendolino ETR 460 Botticelli partito da Milano Centrale e diretto a Roma Termini si ribaltò in curva a causa dell’eccessiva velocità causando la morte di 8 passeggeri ed il ferimento di altri 36. Le vittime in quell’occasione furono i due macchinisti, due hostess, due agenti della Polizia Ferroviaria e due viaggiatrici.

Delle otto carrozze di cui era composto il treno oltre alla motrice – la prima a ribaltarsi – le prime sei vennero trascinate nel deragliamento mentre le ultime due riuscirono a rimanere indenni sui binari della ferrovia. L’incidente di Piacenza divenne noto all’epoca proprio perché su una di queste due ultime carrozze stava viaggiando l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, uscito illeso dal deragliamento.

L’inchiesta giudiziaria

Stando alle indagini condotte all’epoca per appurare la dinamica del deragliamento, emerse che il treno stava andando ad una velocità di 160 chilometri orari in un punto dove il limite massimo era di 105 chilometri orari. Una limitazione – la più bassa sulla tratta Milano-Bologna – fissata proprio per la presenza in quel punto della curva sulla quale il Pendolino si ribaltò con la carrozza di testa, a circa 400 metri dall’asse del fabbricato viaggiatori della stazione di Piacenza.

Per l’incidente furono inizialmente indagati 25 dirigenti delle Ferrovie dello Stato con l’accusa di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro ferroviario colposo, ma vennero tutti assolti nel 2001 per non aver commesso il fatto.