Incidente Jesolo, responsabile ai domiciliari in attesa del processo

Incidente Jesolo reponsabile ai domiciliari

Mentre continuano le indagini sull’incidente di Jesolo, il responsabile resta agli arresti domiciliari. Lo ha stabilito il gip Massimo Vicinanza, nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto di Marius Alin Marinica, il romeno 26enne alla guida dell’auto che ha speronato quella delle quattro vittime. Davanti al giudice per le indagini preliminari, il ragazzo ha confermato la versione dei fatti già rilasciato agli agenti della polizia locale che lo hanno messo in manette. Ha assicurato di non aver bevuto la sera del terribile scontro e ha negato l’accusa di viaggiare a velocità eccessiva.

Incidente Jesolo, responsabile ai domiciliari

Il responsabile dell’incidente di Jesolo resta ai domiciliari come misura cautelare, in attesa di un eventuale processo per omicidio stradale. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. In particolare, il pm Giovanni Gasparini ha richiesto una consulenza sui due veicoli coinvolti. Verrà eseguita una perizia anche sul cellulare di Marinica, per sapere con certezza se al momento dell’impatto il 26enne stava effettuando una chiamata o stava inviando dei messaggi. Davanti ai pm, ha respinto l’accusa di alcuni testimoni e ha dichiarato: “Non andavo a velocità folle. Sarò stato di poco al di sopra dei limiti, al massimo 80 all’ora e poi stavo rientrando da un sorpasso: per questo avevo accelerato”.

Le parole della sopravvissuta

Nello scontro hanno perso la vita quattro giovani. Si tratta di Eleonora Frasson, Leonardo Girardi, Giovanni Mattiuzzo e Riccardo Laugeni. L’unica sopravvissuta è la 22enne Giorgia Diral. “Non riuscivo più a respirare. Mi sentivo l’acqua sulla bocca che entrava e mi soffocava, mi mancava il respiro. Mi sono trovata fuori dall’auto senza capire come e poi in piedi sulla strada, ancora viva”, ha raccontato dall’ospedale. La ragazza ha raccontato che l’auto del 26enne “arrivava a tutta velocità, zigzagando sulla carreggiata, ci siamo spaventati. Un istante dopo c’è stato un botto tremendo, sul lato sinistro, e siamo volati nel fosso”.