Incidente Milano, autista interrogato: "Ho avuto un malore"

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"Dopo 38 secondi che era partito ha avuto un mancamento per un malessere, gli si è offuscata la vista, un annebbiamento causato da qualcosa che non sa spiegare. Lui ha reagito d'istinto, ma poi si è accasciato a terra dopo l'incidente". Così Salvatore Leotta, il difensore dell'autista del filobus dell'Atm indagato per omicidio stradale aggravato e lesioni plurime per aver causato la morte di una passeggera e il ferimento di altri 12 la mattina del 7 dicembre scorso tra viale Bezzi e via Marostica a Milano, ricostruisce l'interrogatorio del suo assistito davanti al pm Rosaria Stagnaro.  

Davanti al magistrato ha risposto, per circa un'ora e mezza, "a tutte le domande", precisa l'avvocato che ricorda come il giovane autista "qualche giorno prima" dell'incidente - tra il filobus della linea 90 e il camion della raccolta rifiuti dell'Amsa - "aveva avuto lo stesso malore mentre aspettava un turno di scorta, non sa se dovuto a un problema pressorio o di cervicale", passato senza ricorrere al medico.  

Durante l'interrogatorio gli è stata mostrata "la planimetria dell'incidente e gli è stata fatta riascoltare la telefonata fatta da lui alla centrale operativa", un momento che ha avuto non poche conseguenze emotive. "Ha avuto un mancamento e si è messo a piangere quando ha sentito la sua voce al telefono. Potevamo benissimo aspettare la chiusura delle indagini e capire cosa c'era ma ha preferito rispondere fin da subito".  

Il difensore sottolinea che all'autista non gli è stato contestato l'uso del telefono alla guida, la procura lo accusa al momento di condotta imprudente con passaggio al semaforo rosso senza decelerazione, così come non risulta essersi messo alla guida sotto l'effetto di particolari sostanze. "Io so - sottolinea l'avvocato Leotta - che lui non fuma, non fa uso di psicofarmaci e di nulla, aveva cominciato a lavorare da 6-8 mesi e spera ancora di crearsi un futuro. E una disgrazia che purtroppo è successa. Al momento non è stato sospeso da Atm, ma si trova in malattia ha avuto un trauma fisico, zoppica". Il giovane autista, accompagnato dal padre, si è allontanato dal tribunale senza rilasciare dichiarazioni.  

"Lui mi dice, in tutti i modi, che vuole avere un contatto per chiedere scusa per quello che è successo, si mostra veramente dispiaciuto, rattristato, però, non sa cosa fare e come fare. Vuole chiedere scusa alla famiglia della vittima e ai feriti", ha sottolineato il legale.