Incidente Monte Pellegrino, moto contro guardrail: muore 18enne

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La scorsa notte, intorno a mezzanotte, un giovane di 18 anni ha perso la vita in sella alla sua moto. Infatti, nei pressi di Palermo, si è verificato un incidente a Monte Pellegrino: la Suzuki GS 200 su cui viaggiavano i giovani si è improvvisamente scontrata contro il guardrail. Per il 18enne, Giulio Franco, non c’è stato nulla da fare; mentre l’amico di 19 anni si trova ora ricoverato in gravi condizioni a Villa Sofia. Lo schianto è avvenuto tra il Belvedere e il Santuario di Santa Rosalia.

Incidente a Monte Pellegrino

Il giovane 18enne che ha perso la vita nell’incidente di Monte Pellegrino frequentava l’istituto Regina Margherita. Insieme a lui c’era anche un amico di 19 anni che è rimasto gravemente ferito in seguito allo scontro con il guardrail. Secondo le prime ricostruzioni, i due amici viaggiavano in sella a una moto, una Suzuki SG 200, quando improvvisamente Giulio Franco (la vittima) ha perso il controllo del mezzo. La moto è finita contro la barriera metallica nei pressi di via Pietro Bonanno. I tentativi di rianimazione dell’appena maggiorenne sono stati vani: Giulio è morto sul colpo. L’amico, invece, è stato ricoverato d’urgenza a Villa Sofia: la prognosi è riservata. Il ragazzo ha subito un trauma cerebrale e un’emorragia che potrebbero necessitare un intervento chirurgico. Sul posto sono intervenute alcune ambulanze, i vigili del fuoco e la polizia municipale. Sono in corso le indagini e i rilievi per accertare le cause dello schianto. Non appena il 19enne migliorerà, gli inquirenti ascolteranno la sua ricostruzione dell’incidente.

Il post sui social

Giulio poco tempo fa aveva pubblicato un messaggio particolare sui suoi profili social: “Fin da quando avevo 13 anni, ho sempre sognato di avere una moto tutta per me. Allora mi misi al lavorare cominciando a mettere soldi da parte per realizzare il mio sogno e promisi a me stesso che a 18 anni avrei comprato la mia prima moto, soltanto con le mie forze. Feci quattro conti nelle mie tasche e cominciai a muovermi. Dieci giorni dopo la moto era a casa, dopo due mesi ero in sella al mio sogno, con le mie forze, con il mio impegno, costato davvero infiniti sacrifici. Ma almeno posso dire che quando si lavora per realizzare un sogno, i risultati prima o poi arrivano, e sfido chiunque a provare la felicità che può darti questo pezzo di ferro”. Felicità che però ha lasciato l’amaro in bocca.