Incidente Roma, l’interrogatorio di Genovese: “Sono sconvolto e devastato”

pietro genovese

Restano ancora moltissime le domande senza risposta e i dubbi sulla dinamica dell’incidente avvenuto in Corso Francia a Roma. Quello che è certo è che Gaia e Camilla, due migliori amiche di 16 anni hanno perso la vita nella notte nella zona della movida della Capitale. Giovedì 2 gennaio Pietro Genovese, il ragazzo agli arresti domiciliari accusato di duplice omicidio, è comparso davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.

Nella giornata di venerdì 3 gennaio, invece, toccherà ai due amici che si trovavano in auto con il figlio del regista Genovese.

L’interrogatorio di Pietro Genovese

Il 20enne è assistito dall’avvocato Gianluca Tognozzi. Secondo quanto riferito ai suoi legali, il ragazzo avrebbe dichiarato di essere “sconvolto e devastato per quello che è successo. Sono sinceramente provato sul piano umano”.”Non le ho viste, non ho visto nulla”, aveva dichiarato Pietro in precedenza.

“Questa è una tragedia per tutte le famiglie coinvolte”, hanno aggiunto gli avvocati del ragazzo, sottolineando come il loro assistito non sia “un killer. Merita rispetto e comprensione, come i familiari delle due ragazze”. Pietro avrebbe risposto a tutte le domande poste dal giudice, ma i legali hanno scelto di mantenere “il più stretto riserbo sul contenuto dell’atto istruttorio. Al momento non abbiamo presentato alcuna istanza di attenuazione della misura cautelare e rifletteremo su un possibile ricorso al Riesame“.

L’incidente di Corso Francia

Uno dei primi quesiti che i giudici potrebbero porre a Pietro Genovese durante il suo interrogatorio di garanzia sarà la spiegazione della dinamica di quanto accaduto. Infatti, rimane ancora un dubbio sulla velocità alla quale viaggiava l’auto del 20enne. Secondo i testimoni, il mezzo percorreva Corso Francia ad “alta velocità”, ma i due amici che erano a bordo riferiscono il contrario. Per loro, infatti, l’auto era appena ripartita al verde e dunque andava ancora a passo moderato.

Un secondo punto da chiarire è la dinamica dell’attraversamento delle due sedicenni. Le testimonianze, anche in questo caso, sono in contrasto tra loro e forse solo le telecamere di sicurezza potranno chiarire una volta per tutte il punto esatto dell’impatto. Il gip ritiene che il comportamento delle due vittime abbia concorso “alla causa del sinistro mortale”, ma i legali dei genitori credono che le ragazze abbiano iniziato l’attraversamento allo scattare del verde.

Infine, un ultimo punto sul quale faranno luce i giudici sarà lo stato nel quale Genovese si è messo alla guida: aveva un tasso alcolemico di 1,4. Nonostante fosse neopatentato, inoltre, sono emerse tracce di sostanze stupefacenti nel sangue. Non è stato possibile, però, stabilire il momento esatto nel quale Pietro abbia consumato la droga: per questo motivo, non è stata applicata alcuna aggravante.